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Novità librarie
di interesse filologico
Quanti desiderano che venga qui segnalata la pubblicazione
di testi di rilevanza scientifica possono inviare un messaggio di
posta elettronica alla redazione del sito all'indirizzo
sifr@sifr.it.
2007
Guillem
de Torroella, La faula, edició crítica
de A. M. Compagna Perrone Capano, Barcelona, Publicacions
de lAbadia de Montserrat, 2007 («Biblioteca
Marian Aguiló», núm. 45).
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ISBN 978-84-8415-956-8, pp.
210, 14,00 euro
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Índex. Agraïment -
Introducció. 1. Significat polític i tradició
textual - 2. Ombres de dubte - 3. Cap a orient. Una variant
oriental (alexandrina) al tema de lilla dAvalon?
- 4. Altres dubtes: les interpretacions no unívoques;
caràcter polièdric de les interpretacions.
- 5. Els manuscrits. - 6. Les edicions anteriors - 7. Lexamen
de la tradició manuscrita i la nostra edició
- 8. Criteris de la present edició - 9. Criteris
de transcripció - El text - Aparat crític
- Aparat complementari - Aparat literari - Comentari lingüístic
- 1. Grafia. 1.1. Oscil·lació
entre a i e i entre o i u àtones.
1.2. Oscil·lació entre a i e
tòniques? 1.3. ny. 1.4. lh, yll, yl. 1.5.
c, ç, s, ss. 1.6. x per C- palatal
davant A. 1.7. x per G- davant A? 1.8. z i s,
c i ç. 1.9. tz per ts final. 1.10.
tx i ch. 1.11. st-, sc- i sp-. 2.
Fonètica. 2.1. El diftong ie. 2.2.
El diftong au. 2.3. yr de dr i tr
llatines. 2.4. [ ]
de L-. 2.5. c, ç, s, ss de Ce,
i i de TI. 2.6. z o s de -D- i de
-C-. 2.7. y de -Ca-. 2.8. Palatalització
de CA-. 2.9. Palatalització de CT. 2.10. [ñ]
de n 2.11. [ ]
de -LL- i LI. 2.12. Vocalització de l implosiva
2.13. Manteniment de nd. 2.14. Reducció de
-nt a -n. 2.15. Reducció de -ns
a s. 2.16. Reducció de -rs a
s. 3. Morfologia del nom. 3.1. La declinació
de loccità: lús correcte i lerroni.
3.2. Formació del plural. 3.3. Article determinat.
3.4. Pronoms personals. 3.5. Possessius. 3.6.Demostratius.
3.7. Indefinits 4. Morfologia del verb. 4.1.
-on i -en desinències de la sisena
persona. 4.2. Present dindicatiu. 4.3. Imperfet dindicatiu.
4.4. Futur dindicatiu. 4.5. Perfet dindicatiu.
4.6. Present de subjuntiu. 4.7. Imperfet de subjuntiu. 4.8.
Condicional. 4.9. Infinitiu. 4.10. Gerundi. 4.11. Imperatiu
negatiu. 4.12. Participi present. 4.13. Participi passat.
5. Sintaxi- 6. Lèxic - Conclusions
- Glossari. El català - El francès
- Abreviatures utilitzades.
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Viaggio
di Carlomagno in Oriente, Nuovo testo critico con versione
italiana a fronte, introduzione e note a cura di Massimo Bonafin,
Alessandria, Edizioni dellOrso, 2007 (Gli
Orsatti. Testi per un Altro Medioevo, 29).
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ISBN 978-88-7694-999-9,
pp. 132, 9 euro
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Era sabato, quel pomeriggio del 7 giugno
1879, quando il manoscritto Royal 16 E VIII fu visto per
lultima volta nella sala di lettura del British Museum.
Quel codice, ormai scomparso, conteneva lunica attestazione
del curioso poemetto sul viaggio di Carlomagno, mosso da
certe parole di sua moglie, a Gerusalemme e a Costantinopoli,
per vedere il re Ugo il Forte. Che cosa aveva detto la regina
per indurre Carlo di Francia a partire improvvisamente con
i suoi dodici paladini per una spedizione nel Vicino Oriente?
Perché il Patriarca di Gerusalemme dona tante preziose
reliquie allimperatore? Come fanno i Francesi a vincere
la sfida con il ricco sovrano bizantino che li accoglie
con un fastoso banchetto, ma li fa poi sorvegliare da una
spia nascosta nella loro camera? Orlando e Olivieri saranno
ancora allaltezza dellimmagine epica che le
canzoni di gesta ci hanno consegnato di loro?
Leggenda e umorismo, reami fiabeschi e fanfaronate si intrecciano
in uno dei testi più singolari della letteratura
francese medievale.
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Memorie,
diari, confessioni, a cura di Andrea Fassò, Bologna,
il Mulino, 2007.
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ISBN 978-88-15-12055-7,
452 pp., 32,40 euro
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Le "Confessioni" di sant'Agostino
si possono considerare il modello di quella letteratura
che si presenta come testimonianza di verità sulle
proprie esperienze. Vi si distinguono due categotari: il
diario (registrazione degli avvenimenti, con o senza un
firie complemenlo conduttore) e la memoria/confessione,
che ripercorre retrospettivamente un lungo periodo di tempo
selezionando fatti ed esperienze e conferendo a essi un
senso più o meno esplicito. Siamo lontani dunque
dalla finzione letteraria, anche se questa a volte ha forti
connotati autobiografici. Si tratta di una letteratura che
confina, fino a sconfinarvi spesso e volentieri, con la
storia, con l'analisi psicologica, con la riflessione filosofica.
A questo volume hanno contribuito dunque, a fianco di studiosi
di letteratura, cultori di psicoanalisi e di storia; accanto
a classici di ieri e di oggi (Agostino, Hugo, Schnitzler)
figurano personaggi meno frequentati ma molto rappresentativi
(Guibert de Nogent, Llorente, Dorothy Wordsworth, Maurice
de Guérin, Rahel Levin, Amiel, Margaret Oliphant),
testimoni del nostro tempo come Barbusse, Primo Levi (affiancato
da oscuri reduci dei Lager), Miosz, e personaggi consacrati
dalla storia, lontani (Montecuccoli) o vicinissimi a noi
(Freud, Che Guevara, Giovanni XXIII).
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| INDICE. Andrea
Fassò, Introduzione - Carlo Vittorio Todesco,
Memorie, diari, confessioni: riflessioni di uno psicoanalista
- Bruna Pieri, Memoria, tempo, racconto: spunti metanarrativi
nelle "Confessioni" di Agostino - Luigi Russo,
Tra storia, esegesi biblica e autobiografia: il De vita
sua di Guiberto di Nogent - Denise Aricò, Appunti
per l'imperatore: le Memorie militari di Raimondo Montecuccoli
- Maurizio Fabbri, La "Noticia" di Juan Antonio
Llorente: autobiografia di un 'afrancescado' - Francesco
Benozzo, I diari-paesaggio di Dorothy Wordsworth: una geografia
interiore della coscienza - Ursula Isselstein, Il genere
proteico. Tipologie di scrittura diaristica nel Sette e Ottocento
tedesco e i diari di Rahel Levin Varnhagen - Adriano Marchetti,
Il "Cahier vert" di Maurice de Guérin: laboratorio
di scrittura in forma diaristica - Bruno Basile, Le "Choses
vues" di Victor Hugo - Andrea Fassò, Superuomo
fallito, cristiano mancato. L'esistenza virtuale di henri-Frédéric
Amiel - Beatrice Battaglia, L'"Autobiografia"
di Margaret Oliphant: vivere da scrittrice professionista nell'Ottocento
inglese - Paola Maria Filippi, Una donna e un uomo scrivono
di sé nell'Austria di fine Ottocento. Marie von Ebner-Eschenbach
e Arthur Schnitzler: due scritture diaristiche a confronto
- Vita Fortunati, L'antiretorica della guerra nei diari europei
della prima guerra mondiale - Peter Kuon, Voci incrociate.
La liberazione dei campi di concentramento nelle memorie dei
sopravvissuti - Massimo Lollini, Il diario di dieci giorni
di Primo Levi - Étienne Fouilloux, Le Agende
di Angelo Giuseppe Roncalli- Giovanni XXIII (1905-1963)
- Luciano Formisano, Ernesto 'Che' Guevara: "I diari
della motocicletta" - Andrea Ceccherelli, Considerazoni
su Lilosz autobiografico. |

Generi,
testi, filologia. Atti del Convegno in memoria di alberto
Limentani a vent'anni dalla morte (Padova, 28-29 aprile 2006),
a cura di Furio Brugnolo, "Medioevo romanzo", volume
XXX (XI della III serie), fascicolo I, 2006.
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ISBN 978-88-8402-581-4, 203
pp., 32,00 euro
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Alberto Limentani (1935-1986) già
titolare della cattedra di Filologia romanza nellUniversità
di Padova per dodici anni, dopo aver in precedenza insegnato
la medesima disciplina a Cagliari e a Venezia ha
lasciato un'impronta di straordinario rilievo in questo
settore di studi, oltre che un ricordo indelebile in quanti
lo hanno conosciuto, frequentato, seguito: studenti, colleghi,
amici.
A vent'anni dalla sua prematura scomparsa, il Dipartimento
di Romanistica dellAteneo patavino ha promosso, in
collaborazione con la Società Italiana di Filologia
Romanza, un Convegno in onore del grande studioso. La manifestazione,
svoltasi a Padova nei giorni 28 e 29 aprile 2006, ha ripercorso
le principali tappe della sua attività di ricerca
e di insegnamento e le problematiche filologiche, letterarie
e linguistiche da lui affrontate nel corso di una carriera
tanto breve quanto intensa e feconda: problematiche assolutamente
centrali negli studi di filologia romanza (e, più
in generale, di medievistica) e per molte delle quali
dallepica antico-francese alla narrativa in lingua
doc, dai fabliaux ai cantari alla letteratura
franco-veneta le soluzioni e le prospettive dindagine
proposte dal compianto maestro continuano ad essere attuali
e imprescindibili. Gli Atti di quel Convegno testimoniano,
nella ricchezza e varietà dei testi e degli autori
trattati e per i nomi dei partecipanti, laffetto e
lammirazione che ancora circondano la figura di Alberto
Limentani.
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| INDICE. Furio
Brugnolo, Presentazione - Alexandru Niculescu, Alberto
Limentani - In memoriam - Anna Maria Babbi, Il fascino
del nome: Bele Lienors - Francesco Zambon, Descrizioni
di assedi nella 'Canzone della crociata albigese' di Guilhem
de Tudela - Charmaine Lee, 'Jaufre' e il 'Conte du Graal'
trent'anni dopo - Rosanna Brusegan, Alberto Limentani
formalista e Rutebeuf il caso del 'Pet au vilain' - Carlo
Donà, Ritorno a Rutebeuf - Mercedes Brea, La
arquitectura interna de 'Flamenca' - Maria Luisa Meneghetti,
Martin da Canal e la cultura veneziana del XIII secolo
- Lorenzo Renzi, Francesca dal punto di vista narratologico,
con un'osservazione su uno studio di Alberto Limentani -
Maria Gozzi, Dalle 'Eroidi' al 'Filostrato' - Michelangelo
Picone, I cantari: metrica e tradizione - Marco Infurna,
Rolando dall'eremita: su un verso dell''Entrée d'Espagne'
- Mario Mancini, Per una storia della filologia romanza
Indici. |

Incontro
di culture. La narrativa breve della Romània medievale.
Atti del Seminario internazionale di Verona (29-30 maggio
2006), a cura di Rosanna Brusegan e María Jesús
Lacarra, "Medioevo romanzo", volume XXX (XI della
III serie), fascicolo II, 2006.
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ISBN 978-88-8402-582-1, 387
pp., 28,00 euro
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Il volume raccoglie gli Atti del Seminario
Internazionale che si è svolto a Verona, il 29 e
30 maggio 2006 presso l'Università, sul tema Incontro
di culture. La narrativa breve nella Romània medievale,
in collaborazione tra le università di Verona e di
Saragozza.
Nella Romània medievale, la penisola Iberica, la
Francia e l'Italia hanno rappresentato i crocevia attraverso
i quali è stata accolta e trasformata l'eredità
delle culture orientali, celtiche e germaniche: elaborate,
assimilate e vicendevolmente trasmesse in un reciproco scambio
e in un alterno dialogo, queste culture hanno creato, fondendosi
con la comune eredità latina, la specificità
dell'Europa moderna. Proprio la narrativa breve, grazie
alla sua concisione, ha costituito un banco di prova privilegiato
per analizzare le caratteristiche dell'interscambio attivo
nel Medioevo fra le tradizioni culturali romanze, che costituivano
una vera e propria "comunità" variamente
articolata a livello locale dal punto di vista sociale e
storico. Da qui l'inevitabile e anzi auspicato approccio
comparatistico che caratterizza gli interventi raccolti.
Molteplici i temi e i testi affrontati (da Boccaccio al
Libro de buen amor, dalla letteratura dei "miracoli"
al Tesoretto di Brunetto Latini, al Libro del
conde Lucanor, dagli exempla ai fabliaux,
ecc.), in un caleidoscopio affascinante e ricco di nuove
acquisizioni, importante punto di partenza per ulteriori
approfondimenti.
Le Conclusioni di Cesare Segre sintetizzano e mettono
a fuoco le linee direttive del Seminario, cogliendo l'ampiezza
dell'arco cronologico considerato e la varietà degli
argomenti, nell'auspicio che siano sempre più numerose
e proficue le collaborazioni interdisciplinari tra gli studiosi
(non solo romanzi) della comunità scientifica internazionale.
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| INDICE. Rosanna
Brusegan e María Jesús Lacarra, Premessa
- Laurence Harf-Lancner, Métamorphoses d'un exemplum:
Alexandre et le pirate - Dominique Boutet, De la fable
a la chaîne de contes: le corbeau et le renard dans les
Isopets, le 'Roman de Renart; le 'Libro del conde Lucanor et
le 'Libro de buen amor' - Salvatore Luongo, «Qui
s'essauce, Diex l'umelie; qui s'umelie, Diex l'essauce»:
il 'miracle' I 14 di Cautier de Coinci - Rosanna Brusegan,
Il 'Tesoretto' bruciato e i suoi modelli - Maria Jesús
Lacarra, 'El cuento del hijo del rey Alcaraz' ('Libro de
buen amor', 128-41) entre Oriente y Occidente - Bernard
Darbord, EI hortelano y la culebra. Riflexión en torno
al tema de la ingratitud en los exempla - Juan Paredes,
De las 'formas simples" a la novella: Boccaccio o la
teoria del relato breve - Michelangelo Picone, Il "miracolo"
di Ghino ('Dec', X 2) - Maria Luisa Meneghetti, Tyolet
nella penisola iberica. Storie di cervi, leoni e leonesse
- Juan Manuel Cacho Blecua, De la 'Histoire d'Olivier de
Castille' al 'Oliveros de Castilla': tradiciones y contextos
históricos - Cesare Segre, Conclusioni - Indici. |

Silvia
Conte, Amanti lussuriosi esemplari. Semantica e morfologia
di un vettore tematico, Roma, Bagatto Libri, 2007.
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ISBN 9788878061569, 314 pp.,
24,50 euro
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Le narrationes che trattano di storie
tragiche di amori illeciti o comunque clandestini, riassumibili
nei termini della formula dell'infrazione dello schema della
coppia amorosa stabile (coniugium) rappresentano
la trasposizione letteraria del motivo archetipico antropologico
incentrato essenzialmente nella "promessa d'amore infranta".
Con riguardo specifico alle letterature della civiltà del
bacino sudorientale del Mediterraneo, il motivo, nelle sue
varietà di base, è assai diffuso ed affiora nella stessa
Bibbia, anche rispetto all'elemento della donna straniera
che è fonte di disgrazia. Quale sintesi mirabile del modello
narratologico legato al tema, così come si trova rielaborato
nelle letterature romanze, la serie di personaggi lussuriosi
esemplari del catalogo infernale dantesco costituisce punto
di partenza e nucleo strutturale centrale di questo studio.
Basandosi sull'analisi della semantica e delle modalità
rappresentative dei personaggi della serie femminile: Semiramide,
Didone, Cleopatra ed Elena, a partire dalle fonti classiche,
fino alla ricognizione sistematica della presenza di queste
regine nei romanzi francesi, nell'Histoire ancienne jusqu'à
César e ne Li Fet des Romains, si tenta di delineare
la definizione e la ricostruzione del modello narratologico
e del suo evolversi dalla latinità classica (laica) agli
ambienti letterari romanzi del XII secolo (fortemente influenzati
dalla cultura cristiana), con qualche incursione nel XIII
e nel XIV secolo. Ne risulta un approfondimento dello studio
della semantica legata a tali narrationes, non soltanto
letteraria classica, ma anche e soprattutto in seno al romanzo
francese e a confronto con la semantica dei poemetti religiosi
e delle chansons de geste.
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Opera
del Vocabolario Italiano, Istituto del Consiglio Nazionale
delle Ricerche presso l'Accademia della Crusca, Sondaggi
sul lessico della poesia medievale, Supplemento II del
"Bollettino dell'Opera del Vocabolario italiano",
Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2007.
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ISBN 9788876949845, 181 pp.,
18 euro
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Nell'ambito del Progetto di Interesse Nazionale
Biblioteca e strumenti della lirica romanza dalle origini
al XIV secolo (PRIN 2004), coordinato da Roberto Antonelli
all'Università di Roma "La Sapienza", l'Unità
di ricerca di Pisa si è proposta come tema di indagare
voci di lessico italiano medievale pertinenti alla lirica,
estendendo l'indagine, su ogni voce, all'intera documentazione,
in versi e in prosa e in testi letterari e non letterari,
quale è oggi accessibile nelle banche dati dell'Opera
del Vocabolario Italiano.
Con questo Istituto il rapporto di ricerca è perciò
stato molto stretto. Alle voci, redatte da Gian Paolo Codebò
e da Francesco Sestito, ha collaborato direttamente o indirettamente
l'intero staff del Vocabolario: per la pre-redazione Rossella
Mosti, per la revisione Elena Artale, Mariafrancesca Giuliani,
Pär Larson e Paolo Squillacioti, per la gestione bibliografica,
filologica e linguistica dei corpora Pär Larson con
la collaborazione di Franca Bertini (per la digitazione
dei testi da indicizzare Carlo Coppini), per la gestione
informatica dei corpora, in versione locale e online, Domenico
Jorio-Fili con la collaborazione di Andrea Boccellari. Il
risultato si integra nel nascente Tesoro della Lingua
Italiana delle Origini, che l'Opera del Vocabolario
Italiano pubblica in corso d'opera online (www.vocabolario.org).
Un sondaggio parallelo sul lessico trobadorico provenzale
è stato compiuto per alcune voci da Antonella Martorano;
il saggio che ne risulta costituisce il secondo capitolo
di questo volume. (Pietro G. Beltrami)
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| Indice.
Presentazione - Gian Paolo Codebò,
Francesco Sestito, Alcune voci di lessico poetico (e prosastico)
italiano antico - Antonella Martorano, Note su alcuni
lemmi trobadorici (figura, pentura, sotil) |

GianGabriella
Buti, Studi interdisciplinari di Filologia germanica,
a cura di Francesco Benozzo, con una premessa di Luciano Formisano,
Bologna, Patron, 2007 [numero monografico dei "Quaderni
di Filologia Romanza della Facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università di Bologna", 20 (2007)].
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ISSN 1722-7097, 248 pp., 19,00
euro
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Questo volume raccoglie dodici articoli
della germanista GianGabriella Buti, che per metodo e argomenti
si pongono all'intersezione tra Filologia romanza e Filologia
germanica. Dopo una prima parte di argomento indeuropeista
(dalle strutture sociali del mondo indeuropeo all'interpretazione
delle iscrizioni runiche) e una seconda legata ad aspetti
culturali del mondo germanico (l'immagine della nave nei
testi arcaici, la figura del pescatore-contadino, la storia
del diritto germanico), la terza sezione è infatti
incentrata su una comparazione di testi epici antico-francesi
(chansons de geste) e germanici (dalla Battaglia
di Maldon al Beowulf, dalle saghe islandesi al
Carme di Ildebrando).
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| Indice.
Premessa, di L. Formisano; Una lunga
fedeltà: quarant'anni di scavi tra filologia, archeologia
e storia delle idee, di F. Benozzo; Nota autobiografica,
di G.G. Buti. Indice delle abbreviazioni. Parte prima
(versante indeuropeo - versante runico). Scorci giuridici
dietro parole germaniche; The Family and the Tribe. Remarks
on Indo-European Social Setting; Lo stile della iscrizione
runica di Eggjum; Stentoften: A Royal Stone. Parte
seconda (Orizzonti di cultura). Itinerari antichi nella
evocazione germanica della nave; Una concordanza asimmetrica
di semasiologia; In margine alla "Lex Salica"
e alla sua storia; Il pescatore-contadino germanico.
Parte terza (Romanico-germanica). La coppia epica
zio-nipote nell'area germanica e in quella romanza; Motivi
letterari fra tardo germanesimo e origini romanze; Logica
germanica e poesia romanza. Il caso della "stirps regia";
Christian Anagoge and Germanic Worldcentric Attitude in the
Romanic Epic and in its Reception. Indice degli autori
e delle opera anonime. |

Anónimo,
Las coplas de Yosef. Entre la Biblia y el Midrash en la
poesia judeoespanola, edicion y notas de Luis M. Girón-Negrón
y Laura Minervini, Madrid, Gredos, 2006 (Románica
Hispánica IV, Textos, 29).
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ISBN 8424928466, 392 pp.,
32,50 euro
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El anónimo "Coplas de Yosef"
es, junto a los "Proverbios morales" de Shem Tov
de Carrión, de los pocos poemas hispano-medievales
de autoría judía que nos han llegado. A lo
largo de más de mil doscientos versos, esta muestra
singular de nuestra poesía culta narrativa recuenta
la saga bíblica de José y sus hermanos, una
reelaboración cuidadosa del periplo del "Génesis"
engrosada selectivamente con episodios legendarios tomados
de la tradición exegética judía. Reliquia
temprana de las letras judeoespañolas, las "Coplas
de Yosef" encabezan toda una tradición literaria
de tema josefino que habría de prosperar en la diáspora
sefardí. El presente libro "Las Coplas de Yosef:
entre la Biblia y el Midrash en la poesía judeoespañola"
ofrece la primera edición crítica de la versión
casi completa recogida en un manuscrito quinientista de
la Biblioteca Vaticana: una edición anotada por extenso
(sus fuentes y paralelos, problemas lexicográficos
y demás aspectos literarios) y acompañada
además por todos los fragmentos conocidos en apéndices,
un par de ellos hasta ahora inéditos. La encabezan
a su vez dos estudios introductorios sustanciales: el primero,
un análisis histórico-literario del poema
y las tradiciones concurrentes que enmarcan su abordaje
del tema josefino; el segundo, un estudio exhaustivo de
sus rasgos lingüísticos dentro del marco histórico
de la evolución del judeoespañol. Es obra
de interés tanto para hispanistas como hebraístas,
sobre todo para los conocedores y los amantes de nuestra
literatura medieval.
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Marco
Cursi, Il Decameron: scritture, scriventi, lettori.
Storia di un testo, Roma, Viella, 2007 (Scritture e
libri del medioevo, 5).
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ISBN 978-88-8334-256-1, 384
pp., 60,00 euro
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L'obiettivo prioritario di questo studio
è un'analisi d'insieme delle strategie messe in atto
da copisti, committenti, lettori, per confezionare, possedere
e trasmettere l'opera più viva, appassionante e amata
della letteratura medievale in volgare in Italia, il Decameron
di Giovanni Boccaccio.
Il volume si apre con una rassegna delle testimonianze librarie
e documentarie che attestano una proto-diffusione
dell'opera, collocabile negli anni in cui l'autore era ancora
vivente; in seguito il percorso della ricerca si addentra
nella selva oscura della tradizione posteriore alla
morte del Boccaccio, divisa in due fasi ben distinte: il
discrimine è posto al 1434, anno che segna una svolta
decisiva nella vita politica fiorentina in seguito alla
salita al potere di Cosimo il Vecchio. I 60 manoscritti
che formano il corpus dei testimoni decameroniani
per i secoli XIV e XV vengono esaminati in un'ottica paleografica,
codicologica e, se necessario, testuale, con l'obiettivo
di rispondere alle domande più pressanti poste da
ciascuno di essi: il quando, il dove, il chi,
il come e il perché (o il per chi).
Ne risulta un quadro complesso e variopinto, al centro del
quale si pone, solidamente, la città di Firenze,
con frequenti aperture all'area veneto-padana, senza contare
le fascinose e ricorrenti suggestioni che spingono lo sguardo
verso Napoli, la città delle nostalgie e del ritorno
impossibile, vagheggiato dal Boccaccio fino al termine della
vita. Gli ambienti di produzione messi a fuoco sono molteplici
e talvolta inaspettati: dalle lussuose dimore di potenti
famiglie mercantili fiorentine alle anonime botteghe di
cartoleria, dalle celle del carcere delle Stinche
allo scrittoio di un monastero benedettino; decisivo si
rivela il ruolo svolto nella trasmissione dell'opera dalla
copia a prezzo, un'attività di produzione
del libro che affiancava, integrava e talvolta sostituiva
la copia per passione, così strettamente connessa
alla tradizione del Decameron secondo la notissima
interpretazione dovuta a Vittore Branca.
Il volume si conclude con una breve indagine di carattere
codicologico, incentrata sulla presentazione dei dati più
rilevanti emersi dall'analisi dei codici della tradizione;
in appendice le descrizioni analitiche dei manoscritti,
un'aggiornata bibliografia e un ampio corredo di riproduzioni
fotografiche.
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Elisabetta
Caldelli, Copisti a Roma nel Quattrocento, Roma, Viella,
2006 (Scritture e libri del medioevo, 4).
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ISBN 978-88-8334-188-5, 320
pp., 50,00 euro
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Indagare sui copisti, questi oscuri e spesso
trascurati personaggi pure tanto citati negli studi sulla
tradizione manoscritta dei testi, è la ragione principale
di questo libro. Il punto di vista scelto è quello
della Roma quattrocentesca, una realtà sfuggente
perché in pieno divenire, travagliata dai mutamenti
che l'avrebbero vista, nell'arco di un secolo, passare da
piccolo comune in balia di "bovattieri" e rissose
famiglie nobiliari a città rinascimentale, rinnovata
sede del papato.
Finora non era mai stato pubblicato un censimento organico
e sistematico dei molti scribi, italiani e stranieri, che
hanno lavorato a Roma nel secolo XV: esso è stato
l'indispensabile punto di partenza per tracciare le biografie,
talune molto ricche di dati, altre estremamente essenziali,
dei singoli copisti attivi a Roma e per stilare un elenco
dei manoscritti da essi realizzati.
Il censimento non può ovviamente dirsi esaustivo,
ma costituisce la base per esaminare alcune dinamiche che
presiedevano alla produzione del libro e per far luce sulla
fisionomia dei copisti, studiandone l'origine, le motivazioni
che li spingevano a trasferirsi a Roma, il rapporto con
i committenti e lo Studium Urbis.
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Margherita
Lecco, Saggi sul Romanzo del XIII secolo, Vol.II, Wistasse
le Moine (con edizione critica e traduzione del testo),
Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2007.
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ISBN 978-88-7694-868-6, 200
pp., 16,00 euro
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Il secondo volume dei Saggi sul Romanzo
del XIII secolo è interamente dedicato a Wistasse
le Moine (di cui si dà anche l'edizione critica con
commento). Nella compagine dei romanzi francesi del secolo
XIII, Wistasse le Moine occupa una posizione esigua
e liminale, ma che non va trascurata. Combinazione di molteplici
generi e testi (cronaca storica, romanzi tristaniani e Roman
de Renart, chanson de geste, narrativa comica, innestati
su un intreccio romanzesco), Wistasse le Moine trae
dalle reciproche contaminazioni la possibilità (in parte
involontaria, e, per così dire, inconscia) di sperimentare
un tipo di avventura progressivamente sottratta al
simbolismo dell'aventure cavalleresca. Benché infatti
ancora parzialmente soggetta alla struttura arcaica della
ciclizzazione, in Wistasse le Moine l'avventura si
determina come operata dal caso, segnata se mai dalla prontezza
del protagonista, rapido a profittare di ogni occasione
per perseguire la reintegrazione dei propri diritti, con
un'abilità individuale che si affermerà nelle letterature
europee solo qualche secolo più tardi.
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| INDICE. Introduzione:
Il romanzo di Wistasse le Moine - Le lontane radici dell'inganno
e del travestimento - Origini e composizione di Wistasse
le Moine: 1) WM tra materiali storici e cronistici; 2) WM
e il Roman de Renart; 3) Renard e Tristan (o Tristan
e Renart); 4) L'universo dei "tratti pertinenti"; 5)
WM e la chanson de geste; 6) Vecchi e nuovi travestimenti;
7) Forme e dinamiche dell'avventura; 8) Espressività linguistico-stilistica;
9) Il riso come competenza; 10) WM e il romanzo del XIII secolo
- Bibliografia - Il romanzo di Wistasse le Moine
- I. Wistasse come personaggio storico; II. Il manoscritto Paris
B.N.fr.1553; III. Datazione e autore; IV. Lingua del romanzo
e del manoscritto; V. Versificazione; VI. Criteri di edizione
- Testo e traduzione: Il romanzo di Wistasse le Moine
- Note al testo - Indici. |

Monica
Balestrero, Il lai di Lanval di Marie de France,
Roma, Aracne, 2007.
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ISBN 973-736-158-5 / 978-973-726-158-8,
25 RON (circa 8 euro)
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Questo studio si presenta come unanalisi
dettagliata del celebre racconto di Maria di Francia basato
sulla messa a confronto del regno di Avalon e quello di
Artù. I due mondi rappresentano la contrapposizione
fra lelemento maschile e quello femminile. Presso
la corte di Artù, popolata da uomini, cavalieri infingardi
e invidiosi, che riconoscono come modello di assoluta bellezza
e perfezione una donna fedifraga e bugiarda, la generosità
e la fedeltà di Lanval vengono scambiate per effeminatezza.
Nel mondo della fata, popolato solo da figure femminili,
regnano lamore e la prosperità. Di fronte al
mancato mantenimento della promessa da parte del cavaliere,
la fata, umanizzata come modello di superiorità spirituale,
risponde col perdono e non con la vendetta.
In appendice due saggi brevi sullinfluenza che il
racconto di Maria di Francia ha avuto sulla tradizione canterina
italiana e sul tema del cavaliere reso folle dalla perdita
della donna amata.
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Mediterana,
vol. I, coordonatori D. Adamek si V. Roman, Cluj-Napoca, Limes,
2006.
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ISBN 973-736-158-5 / 978-973-726-158-8,
25 RON (circa 8 euro)
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This volume brings together texts from nine
countries (Tunisia, Malta, Portugal, Israel, Morocco, Greece,
Spain, Italy, Romania) and is the first of a series inaugurated
and coordinated by Cultural Association "Mediterana".
Due to the space it consideres and the variety of the texts
it gatheres, the volume opens widely to the cultural horizon
already mentioned.
Indice
del volume
Ulteriori informazioni disponibili
su www.edituralimes.ro/view_product.php?product=9
.
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Vincolare,
ricambiare, dominare. Il dono come pratica sociale e tema
letterario, Atti del X Convegno Internazionale (Rocca
Grimalda, 21-22 settembre 2002), a cura di Nicolò Pasero
e Sonia Maura Barillari, Alessandria, Edizioni dell'Orso,
2007 (L'Immagine riflessa / Quaderni, Serie miscellanea,
10).
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ISBN 978-88-7694-980-7, 244
pp., 20,00 euro
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"Vincolare, ricambiare, dominare":
i tre termini del titolo a suo tempo proposto per il X convegno
di Rocca Grimalda richiamano imperfettamente la notissima
ternarietà di obblighi - donare, accettare, ricambiare
- che nella visione di Marcel Mauss abitano il territorio
del dono. Simile intitolazione, nei fatti, si rivela incompleta,
perché principalmente improntata a una lettura pessimistica
della pratica donativa, di cui accentua l'aspetto più
nascosto, quello negativo, evidenziato anche dalla scelta
dell'immagine del cavallo di Troia sul manifesto del convegno.
Il dono così inteso è allora, per usare la
definizione di Jean Starobinski, soprattutto quello perverso,
avvelenato, la cui concessione è funzionalizzata
alla conferma del dominio del donatore rispetto al donatario,
in un vincolo asimmetrico fra magister e minister.
La visione parziale va quindi integrata - come è
felicemente avvenuto in larga misura nei lavori del convegno
- non solo riportando il discorso all'intera estensione
dei parametri definiti da Mauss, poi arricchiti nella discussione
successiva intorno al suo modello (da Lévi-Strauss
a Benveniste a Derrida, da Godelier a Weiner), ma anche
inserendo la discussione sulle pratiche donative nell'assieme
delle "modalità relazionali" (Zemon Davis)
che sono compresenti nelle società umane: discutendo
quindi dei rapporti fra dono, scambio e dono-scambio, dono
e sacrificio, dono e mercato; precisando l'incidenza nelle
relazioni umane di categorie quali interesse e disinteresse,
alienabilità e inalienabilità dei beni, e
altre ancora; e soprattutto - come hanno sottilineato i
rappresentanti delle posizioni antiutilitariste - Caillé,
Godbout, Latouche, Salsano - e delle pratiche solidaristiche
- recuperando il possibile significato sociopolitico odierno
della pratica del dono.
Della tematica del dono, nell'impostazione del convegno,
interessavano però anche le attestazioni in letteratura,
e questo spiega la sua doppia anima: alla trattazione teorica
generale, in contributi di taglio metodologico (antropologico,
storico-economico, psicanalitico, linguistico), si sono
quindi affiancati interventi più direttamente calati
nello specifico letterario, con l'ulteriore precisazione
che si è privilegiato il riferimento a testi di epoca
medievale. Tale riferimento non è peraltro motivato
solo da circostanze esteriori (il convegno accompagnava
la riunione annuale della Società Italiana di Filologia
Romanza): il carattere di transizione dell'età di
mezzo ne fa un campo d'indagine particolarmente prezioso
per individuare, partendo dallo specifico della categoria
'dono', la dialettica fra i vari aspetti delle modalità
relazionali sopra indicate, ed analizzare allo stesso tempo
i percorsi specifici con cui le formazioni discorsive della
letteratura si confrontano con queste. Il dono, appunto,
come pratica sociale e come tema letterario: un approccio
interdisciplinare, com'è nella tradizione dei nostri
convegni.
Al convegno tenutosi a Rocca Grimalda nei giorni 23-25 settembre
2005 hanno partecipato - oltre ai relatori di cui qui sono
raccolti i contributi - anche altri che hanno poi rinunciato
a pubblicare il proprio intervento e che qui ringraziamo
per aver concorso a rendere più vivo e completo il
dibattito. Per contro, questo volume contiene - in appendice
- gli articoli frutto delle riflessioni che tale dibattito
ha saputo suscitare in due colleghi presenti ai lavori:
Alberto Borghini e Maria Dolores Pesce.
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| Sommario
del volume |

Paolo
Galloni, Le ombre della preistoria. Metamorfosi storiche
dei Signori degli animali, Alessandria, Edizioni dell'Orso,
2007 (Numero speciale di «Studi celtici»).
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ISBN 978-88-7694-985-2, 256
pp., 31,00 euro
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I Signori degli animali sono gli esseri
soprannaturali, pensati sia al maschile che al femminile,
che presiedono alla riproduzione e alla distribuzione della
selvaggina in tutte le culture umane in cui, dalla Preistoria
a oggi, la caccia ha svolto un ruolo centrale. C'è
un filo sottile ma non invisibile che ancora lega le pitture
rupestri, le divinità della natura e delle fiere
dell'antichità classica, le fate silvestri e i giganti
selvaggi della narrativa medievale e gli spiriti guida degli
sciamani eurasiatici e amerindi: a unirli è l'ombra
dei Signori degli animali.
E ancora si scorge un nesso non del tutto reciso tra l'esperienza
dell'umanità paleolitica di essere a un tempo predatrice
e preda, i miti e le leggende che narrano di creature mostruose
che richiedono il tributo di vittime innocenti, l'offerta
da parte dei cacciatori di porzioni di carne agli spiriti
del bosco, i sacrifici cruenti alla divinità nelle
religioni maggiori e - elemento che a prima vista, ma solo
in apparenza, può apparire fuori contesto - la fondazione
primordiale della religione e della politica: quando i detentori
del potere, da Ciro di Persia ai dittatori del Novecento,
assumono su di sé le prerogative dei Signori degli
animali è di nuovo l'ombra della Preistoria che si
allunga fino a sfiorarci.
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Nuove
prospettive sulla tradizione della Commedia. Una guida
filologico-linguistica al poema dantesco, a cura di Paolo
Trovato, Firenze, Franco Cesati Editore, 2007 (Filologia
e ordinatori, 3).
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ISBN 978-88-7667-333-7, 742
pp., 125,00 euro
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Il volume raccoglie all'interno di un progetto
unitario una ventina tra capitoli e appendici documentarie.
La prima parte dell'opera offre gli strumenti indispensabili
per seguire le questioni sul tappeto: gli elenchi dei manoscritti
in discussione con ipotesi aggiornate di datazione e localizzazione;
le "famiglie" di manoscritti della Commedia
fin qui individuate dalla filologia otto-novecentesca. La
seconda parte affronta problemi di carattere generale, quali
il diverso tasso di riproduzione nelle diverse aree della
penisola e l'identificazione delle mani di alcuni tra i
copisti più antichi della Commedia, mettendo a disposizione
degli studiosi due strumenti di lavoro utili per una classificazione
di massima di qualsiasi testimone manoscritto: i loci
di Barbi (1891) e quelli discussi più estesamente
da Petrocchi (1966). La terza parte punta ad approfondire
le conoscenze della lingua e della prosodia del poema, con
analisi stratigrafiche dei manoscritti di Francesco di ser
Nardo, della sottofamiglia pisana Ash-Ham, del Madrileno
e del Riccardiano-Braidense. Un capitolo inoltre è
dedicato alle caratteristiche del ravennate trecentesco,
giacché Ravenna fu - con ogni probabilità
- il luogo nel quale, per conto dei figli di Dante, vennero
esemplate le prime copie. Infine, la quarta parte del volume
propone una serie di approfondimenti filologici su vari
aspetti della tradizione (il gruppo del Cento; il Cortonese
e i suoi affini; manoscritti "antichissimi" e
perduti di cui si sono salvate le lezioni caratteristiche
in postillati del Cinquecento; la tradizione del "capitolo"
di Jacopo Alighieri).
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Fabrizio
Costantini, Le unità di scrittura nei canzonieri
della lirica italiana delle Origini, Roma, Nuova Cultura,
2007 (Esercizi di lettura, 6).
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ISBN 9788861340503, 245 pp.,
12,90 euro
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La modalità in cui la scripta
si divide lungo le righe di testo che riempiono i codici
romanzi medievali, secondo una prassi di segmentazione peculiare
e differente da quella attuale, è stata nei tempi
recenti oggetto di intenso interesse da parte di paleografi
e filologi. Se il dominio galloromanzo risulta essere stato
negli anni il bacino preferenziale di tali esplorazioni,
il presente studio si colloca come primo contributo d'indagine
organico e specifico per quel che riguarda l'àmbito
della lirica italiana delle Origini. Nel volume sono messe
a frutto le descrizioni e le analisi delle unità
di scrittura provenienti dai tre principali canzonieri dell'antica
lirica italiana, Laurenziano Rediano 9 (L), Banco Rari 217
- ex Palatino 418 (P), Vaticano latino 3793 (V). Il sistema
d'indagine, articolato secondo un modello plurianalitico
e sincronico che comprende la verifica della natura grammaticale,
del corpo fonico e della presenza di determinati fenomeni
fonosintattici fra gli elementi contenuti in ciascuna unità
grafica, ha messo in luce le dinamiche che regolano la prassi
segmentativa, individuando alcuni tratti comuni e condivisi
nei manoscritti, insieme a modalità proprie dei singoli
copisti, tali da poter costituire una sorta di personale
impronta digitale nella scansione grafica dei testi.
Oltre allo specifico dato di "filologia materiale",
il volume vuole mettere a disposizioni degli editori uno
strumento utile nella delicata fase di analisi interpretativa
del testo: la conoscenza della prassi segmentativa antica
rende più agevole al filologo la restituzione della
scripta in forma moderna, oltre a fornire elementi
ausiliari atti all'individuazione di un quadro esegetico
ed ecdotico più dettagliato in casi di lezioni particolarmente
oscure o ambigue. Proprio su alcuni di questi casi, tratti
da testi dei Siciliani, di Guittone, di Bonagiunta, di Guinizzelli
e di altri autori prestilnovisti, si conduce un'ampia serie
di applicazioni ed esemplificazioni, con l'introduzione
di nuove proposte interpretative o, almeno, con la verifica
della "tenuta" di soluzioni testuali date per
acquisite dalla critica moderna.
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Indice. Presentazione
di R. Antonelli - Segmentazione grafica - Bacino
d'indagine - Sistema d'indagine - Numero componenti - Funzione
grammaticale - Corpo fonico - Fonosintassi - Segmentazioni
abnormi - Valutazioni complessive - Applicazioni ed esemplificazioni
- Bibliografia - Indici dei testi - Indici dei luoghi citati.
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Trobadors
a la peninsula ibèrica. Homenatge al Dr. Marti de Riquer,
Ed. de Vicen Beltran, Meritxell Simò i Elena Roig,
Publjcacjons de lAbadia de Montserrat, 2006.
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ISBN 84-8415-853-5, 410 pp.,
senza indicazione di prezzo
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ÍNDEX. Martí de Riquer,
Missatge - Anna Alberni, Uguet del Vallat, un
trobador a la cort de Pere el Cerimoniós - Carlos
Alvar, De Epistolas y Quaestiones en la corte
poética de Alfonso X - Stefano Asperti, Generi
poetici di Cerveri de Girona - Gemma Avenoza, Poemes
catalano-occitans del s XIV en un manuscrit florentí.
Ediciói estudi de Na dolsa
, primer del
recull - Vicenç Beltran, El cançoner
perdut de Girona: els Mayans i l'occi tanisme il·lustrat
- Valeria Bertolucci Pizzorusso, Guiraut Riquier, e il
"genere" della pastorela - Miriam Cabré,
Per a una cronologia dels sirventesos de Cerverí
de Giron - Jordi Cerdà Subirachs, Guilhern
de Peitieu i la penalitat del gat - Gèrard Gouiran,
S'aisi son tuit freich cum el l' autre Lombart, non son
bon ad amor ou la mauvaise réputation de Sordel
- Isabel Grifoli, "Combas e valhs, puigs, muntanyes
e colhs": Andreu Febrer i els trobadors - Saverio
Guida, Pietro il Cattolico e i trovatori - Magdalena
León, Los trovadores catalanes de C - Anna
Maria Mussons, Ma Traduir el Vers del lavador - Carlo
Pulsoni, Il Cancionero de Ajuda e dintorni
- Isabel de Riquer, Lo donars sobre totz senhoria, 248,
75, v 68 - María Dolores Sánchez Palomino,
Notas para una ediciòn de los poemas de Thibaut
de Champagne - Meritxell Simó, La recepció
de Can vei la lauzeta mover (BdT 70,43) a la narrativa
catalana medieval - Gema Vallín, ¿La cort
del rey Richart d'Englaterra? - Simone Ventura,
Prime note intorno alla sezione di Giraut de Borneil nel
canzoniere Sg (Barcelona, Biblioteca de Catalunya,
ms 146).
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Paolo
Divizia, Novità per il volgarizzamento della "Disciplina
clericalis", Milano, Unicopli, 2007 (Parole allo
specchio, 17).
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ISBN 978-88-400-1201-8, 12,00
euro
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Il volgarizzamento toscano della Disciplina
clericalis di Pietro Alfonso, caratterizzato da una
tradizione attiva, è preceduto, in tutti i testimoni,
dal volgarizzamento A della Formula vitae honestae di
Martino di Braga, la cui trasmissione è tendenzialmente
quiescente.
Attraverso lo studio congiunto della tradizione dei due
volgarizzamenti e questo costituisce laspetto
più innovativo del lavoro vengono qui indagati
a fondo i rapporti tra le diverse redazioni del volgarizzamento
della Disciplina clericalis, i cui testimoni sono
incrementati di due unità.
Nel volume si forniscono unedizione sinottica delle
redazioni B P M N del volgarizzamento della Disciplina
clericalis e unedizione semi-critica del volgarizzamento
A della Formula vitae honestae basata sul manoscritto
M.
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Indice. 1. Rapporti
tra i manoscritti N R A - 2. Rapporti tra i manoscritti
B P M N - 3. Volgarizzamento A della Formula
vitae honestae - 4. Volgarizzamento della Disciplina
clericalis - Bibliografia - Tavole
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Medioevo
romanzo e orientale. Il viaggio nelle letterature romanze
e orientali. V Colloquio Internazionale. VII Convegno della
Società Italiana di Filologia Romanza (Catania-Ragusa
24-27 settembre 2003), Atti a cura di Giovanna Carbonaro,
Mirella Cassarino, Eliana Creazzo e Gaetano Lalomia, Indici
a cura di Giovanna Carbonaro ed Eliana, Soveria Mannelli,
Rubbettino, 2006.
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ISBN 978-88-498-1701-0, IV+772
pp., 47,00 euro
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INDICE. Rosario Portale, Ricordo
di Luigi Monga - Alvise Andreose, Tra ricezione e
riscrittura: la fortuna romanza della Relatio di
Odorico da Pordenone - Alvaro Barbieri, Marco, Rustichello,
il "patto", il libro: genesi e statuto testuale
del Devisement dou monde alla luce degli studi recenti
- Sonia Maura Barillari, Il racconto di un viaggio, i
viaggi di un racconto. Analisi comparata dei volgarizzamenti
di un passo del Tractatus de Purgatorio sancti Patricii
- Lidia Bartolucci, Sui "Viaggi" di John Mandeville
(e la Lettera del Prete Gianni) - Giampiero Bellingeri,
Iosaphath Barbaro fra Tartaria e Persia: ipotesi sulle
solite "cose aldite" - Valeria Bertolucci
Pizzorusso, Figure della mediazione interculturale: un
caso speciale di interprete-traduttore - Corrado Bologna,
Alessandro, il Nodo di Gordio e il viaggio per conquistare
Questo Mondo e Quell'Altro - Daniela Cacia, Il viaggio
di Piero Querini in Norvegia: appunti per un'edizione critica
- Patrizia Caraffi, In viaggio alla ricerca del sapere:
il Livre du Chemin de Long Estude di Christine de
Pizan - Giovanna Carbonaro, Il viaggio nell'Ade nella
letteratura cretese del XV-XVI secolo - Mario Casari,
Il viaggio a settentrione: mitografia e geografia dall'età
classica al Medioevo arabo-persiano - Mirella Cassarino,
Cammelli nostalgici di terre lontane - Massimiliano
Chiamenti, Viaggio di lavoro, piaggio di piacere, renitenza
al viaggio nella poesia di Colin Muset - Anna Maria
Compagna, I testi di viaggio all'interno di una tipologia
delle trattazioni geografiche. Un'altra trattazione catalana
della Lettera del Prete Gianni - Francesca M. Corrao,
I viaggi di Gulliver e di Sindbad: l'immagine dell'altro,
lo specchio di sé - Eliana Creazzo, Passaggi
in Sicilia fra storia e immaginario letterario (XII-XIII
sec.) - Alida D'Aquino, La "personalizzazione"
del viaggio nel Novecento: l'India di Gozzano e Manganelli
- Claudia Demattè, La peregrinatio amoris
tra terre orientali e simboliche ne La historia de los
amores de Clareo y Florisea y los tra bajos de la sin ventura
Isea di Alonso Nuiiez de Reinoso (1552) - Carlo Donà,
Rapimenti divini e viaggi oltremondani - Silvia Emmi,
L'itinerario mitico-geografico di Galaad nella Queste
del Saint Graal - Anita Fabiani, Oriente vissuto, Oriente
raccontato: il viaggio africano di Sarmiento - Anatole
Pierre Fuksas, Itinerario e territorio: l'articolazione
geografica della queste cavalleresca nel romanzo medievale
- Alessandro Grossato, Il viaggio come pellegrinaggio
nella letteratura puranica indù - Abdelfattah
Kilito, La competizione culturale - Giancarlo Lacerenza,
Appunti sulla letteratura di viaggio nel Medioevo ebraico
- Gaetano Lalomia, I viaggi nei testi cavallereschi iberici
(XIII-XVI secolo). Problemi e prospettive - Margherita
Lecco, "Et par la mer nagerent" (v. 4060).
Gli esotici viaggi di Renart le Nouvel - Mario Mancini,
Alessandro, il viaggio infinito, il romanzo - Maria
Luisa Meneghetti, Marco Polo, Odorico do Pordenone e
l'"architetto'' del Livre des Merveilles du Monde
- Laura Minervini, L'affermazione del volgare nella letteratura
di viaggi di area romanza - Luigi Monga, Scrivere
l'ignoto: viaggiatori stranieri in Sicilia tra il Cinque
e il Seicento - Francesca Morale, Specificità
e pragmatismo nei Voyages de découverte au Canada
entre les années 1534 et 1542 di Jacques Cartier
- Elena Papa, Il Fiore di Terra Sancta al
fidel populo ciciliano - Angelo Michele Piemontese,
Libri persiani di viaggio tra Medioevo ed epoca moderna
- Bartolomeo Pirone, Viaggio di un aleppino nei luoghi
santi (1752) - Ferdinando Raffaele, "Tu irais
en Parai's". Riflessi della filosofia anselmiana sul
Voyage de Saint Brendan di Benedeit - Alda Rossebastiano,
Il "Viagio del Sancto Sepolcro" di Milliaduxe
d'Este: tradizione e specificità nel modello narrativo
- Carlo Saccone, Il viaggio nella poesia persiana: ègira,
pellegrinaggio e iniziazione amorosa nel viaggio a Occidente
di shaykh San'an - Alessandra Schininà, Il
mito del viaggio in Sicilia nella letteratura tedesca contemporanea
- Natalia L. Tornesello, La funzione narrativa del
viaggio in un romanzo persiano di epoca qajar: il Siyahatname-ye
Ebrahim Beyg di Zeyno'l-'Abedin Marage'i - Giuseppe
Traina, "Il profondo mare dell'animo russo".
L'atipico viaggio di Anna Maria Ortese a Mosca - Alberto
Varvaro, Viaggi reali e viaggi immaginari nella Francia
del secolo XIV - Indice degli Autori e delle Opere
- Indice della Bibliografia.
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Francesco
Benozzo, La tradizione smarrita. Le origini non scritte
delle letterature romanze, Roma, Viella, 2007.
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ISBN 978-88-8334-248-6, 224
pp., 22,00 euro
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Che cosa hanno in comune gli sciamani paleoeuropei,
i bardi e i druidi celtici, gli scaldi e i maestri di rune
germanici, i trovatori, i poeti delle chansons de geste,
gli autori di romanzi arturiani? La risposta che qui si
suggerisce è che questi professionisti della parola,
prima orale e poi scritta, sono stati il tramite di una
trasmissione culturale millenaria. Questo volume innova
così radicalmente la nostra visione delle letterature
medievali e delle radici europee, ponendo al centro dell'analisi
la continuità e le strategie di trasformazione di
motivi mitici e leggendari dall'epoca paleolitica alle letterature
dei secoli XI-XIII. Esaminando in una prospettiva inedita
fonti di ogni tipo, dall'Età del Bronzo al pieno
Medioevo, l'autore ricerca quel filo mai del tutto spezzato
che lega lo stile poetico della tradizione eroica celtica
e quello dell'epica romanza, gli eroi protostorici e re
Artù, l'adorazione della dea in Gallia e il servizio
d'amore trobadorico.
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Poesie
d'amore dei trovatori, a cura di Dan O. Cepraga e Zeno
Verlato, Roma, Salerno Editrice, 2007 (I Diamanti).
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ISBN 978-88-8402-561-6, XCVIII-554
pp., 22,00 euro
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Indice. Introduzione; Bibliografia
citata nell'Introduzione; Tavola dei manoscritti citati;
Nota bibliografica - Guglielmo IX 1. Companho,
farai un vers qu'er covinen Farò, compagni, un
"vers" come si deve 2. Pos vezem de novel florir
Poiché vediamo di nuovo spuntare 3. Ab la
douzor del temps novel Col dolce tempo nuovo 4. Farai
chansoneta nueva Farò una canzonetta nuova -
II. Jaufre Rudel 5. Lanquan li jorn son lonc en mai
Quando si fanno lunghi i giorni a maggio 6. Quan
lo rius de la fontana Quando scorre piú chiara
7. No sap chantar qui so non di Non canti se non
sai intonare i suoni 8. Pro ai del chan essenhadors Molti
m'insegnano come cantare - III.Cercamon 9. Quant
l'aura doussa s'amarzis Quando inasprisce la dolce aura
10. Assatz es or'oimai q'eu chant È tempo
ormai di ritornare al canto - IV. Marcabruno 11.
Estornel, cueill ta volada O stornello, spicca il
volo 12. Amics Marchabrun, car digam Amico Marcabruno,
ora intoniamo 13. A la fontana del vergier Alla fontana
del giardino 14. Dirai vos senes duptansa Vi voglio
dire senza riguardo 15. L'autrier jost'una sebissa Tempo
fa lungo una siepe - V. Bernart Marti 16. Bel
m'es lai latz la fontana Molto mi piace, giú
alla sorgente - VI. Peire d'Alvernhe 17. Deiosta·ls
breus jorns e·ls loncs sers Ben presto giorni
brevi, lunghe sere 18. En estiu, qan crida·l jais
Quando in estate grida la gazza 19. Rossinhol, en
son repaire Usignolo, ove ella vive - VII. Peire
Rogier 20. Al pareyssen de las flors Alla ricomparsa
dei fiori 21. Ges non puesc en bon vers fallir Non
può accadere che io sbagli un buon verso - VIII.
Bernart de Ventadorn 22. Can vei la lauzeta mover
Quando vedo l'allodola che muove 23. Ara no vei luzir
solelh Ora non vedo piú splendere il sole 24.
Tant ai mo cor ple de joya Tanto il mio cuore trabocca
di gioia 25. Lo tems vai e ven e vire Il tempo ruota
e gira IX. Giraut de Bornelh 26. Er'ai gran joi
que·m remembra l'amor Ora gran gioia mi rammenta
l'amore 27. Can lo glatz e·l frechs e la neus
Quando il ghiaccio e il freddo e la neve 28. Un sonet
fatz malvatz e bo Faccio una melodia cattiva e buona
29. Reis glorios, verais lums e clartatz Re glorioso,
vera luce e chiarore - X. Raimbaut d'Aurenga 30.
Non chant per auzel ni per flor Non è il mio
canto per uccello o fiore 31. Ar resplan la flors enversa
Ora risplende il fiore inverso 32. Assatz sai d'amor
ben parlar D'amore so parlare molto bene 33. Lonc
temps ai estat cubertz Per molto tempo ho simulato -
XI. Azalais de Porcairagues 34. Ar em al freg
temps vengut Ora siam giunti al tempo freddo - XII.
Peire Bremon lo Tort 35. Mei oill an gran manentia
I miei occhi un grande tesoro XIII. Gavaudan 36.
Dezamparatz, ses companho Solo e pensoso e senza
alcun compagno 37. L'autre dia, per un mati Passavo
l'altro giorno - XIV. Arnaut Daniel 38. Ab gai
so cuindet e leri Metto parole sopra un'aria lieta 39.
Lo ferm voler qu'el cor m'intra Fermo volere che
in cuor m'entra 40. L'aur'amara fa·ls bruels brancutz
L'aura amara folte selve sfoltisce - XV. Rigaut de
Berbezilh 41. Tuit demandon qu'es devengud'Amors
Tutti si chiedono che fine ha fatto Amore 42. Atressi
con l'orifanz Somiglio all'elefante - XVI. Folchetto
di Marsiglia 43. Sitot me soi a tart aperceubuz
Anche se tardi me ne sono avveduto 44. En chantan m'aven
a membrar Accade, quando canto, che io ricordi - XVII.
Arnaut de Maruelh 45. Belh m'es quan lo vens m'alena
Godo del vento che spira ad aprile 46. Si·m destreignetz,
dompna, vos et Amors Per le torture, donna, vostre e
d'Amore - XVIII. Bertran de Born 47. Dompna, puois
de mi no·us cal Donna, poiché di me piú
non v'importa 48. Eu m'escondisc, dompna, que mal non
mier Mi schermisco, signora, colpevole non sono - XIX.
Gui d'Ussel 49. Si be·m partetz, mala dompna,
de vos Anche se voi, crudele, mi cacciate - XX. Aimeric
de Belenoi 50. Aissi quo·l pres que s'en cuja
fugir Cosí come il prigioniero fa i suoi piani
per fuggire - XXI. Gaucelm Faidit 51. Mout m'enojet
ogan lo coindetz mes Detesto quest'anno la bella stagione
- XXII. La Comtessa de Dia 52. Estat ai en greu
cossirier Molte volte mi sono tormentata 53. A chantar
m'er de so q'ieu no volria Devo cantare, benché
non ne abbia voglia - XXIII. Raimbaut de Vaqueiras 54.
Kalenda maia Calendimaggio 55. D'amor no·m
lau, qu'anc non pogey tan aut D'Amore non mi vanto,
poiché se salgo in alto - XXIV. Peire Vidal
56. Car'amiga dols'e franca Cara amica dolce e franca
57. Ab l'alen tir vas me l'aire Col respiro traggo a
me l'aria 58. Neus ni gels ni plueja ni fanh
La neve, il gelo, la pioggia, il pantano 59. Pus tornatz
sui em Proensa Ora che sono tornato in Provenza - XXV.
Sordello 60. Aitant ses plus viu hom quan viu jauzens
Vive soltanto chi vive gioioso 61. Entre dolsor ez amar
sui fermatz In mezzo a dolce e amaro sono oppresso.
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Iacopone
poeta. Atti del Convegno di studi Stroncone-Todi, 10-11 settembre
2005, a cura di Franco Suitner, Roma, Bulzoni, 2007.
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ISBN 978-88-7870-184-7, 340
pp., 25,00 euro
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Indice. Parole di saluto - Franco
Suitner, Introduzione - Lucia Battaglia Ricci, Sermoni
in forma di laude - Rodney J. Lokaj, O Fra Ranaldo
- Roberto Antonelli, Iacopone e i papi - Concetto
Del Popolo, Maria nelle laude di Iacopone - Paolo
Canettieri, Amor de Caritate - Franco Suitner, Lo
scrittore e limmagine del penitente (lauda 80 e dintorni)
- Matteo Leonardi, La retorica dellamor divino
(lauda 39) - Aldo Menichetti, Iacopone e la poesia
profana - Antonio Lanza, Elementi luminosi e cromatici
nelle laude di Iacopone - Maurizio Dardano, La lingua
di Iacopone da Todi - Renzo Rabboni, O femene, guardate
a le mortal ferute! e il motivo misogino in Iacopone
- Alessandro Montani, La lauda Omo che vol parlare
- Marcello Ravesi, Metafore del libro nella lauda 27
- Elena Landoni, Senno me par e cortesia - Carlo
Vecce, Sulla cultura visuale di Iacopone.
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Lorenzo
Renzi, Le conseguenze di un bacio. L'episodio di Francesca
nella «Commedia» di Dante, Bologna, il Mulino,
2007 (Intersezioni).
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ISBN 978-88-15-11874-5, 312
pp., 17,00 euro
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"Amor, ch'a nullo amato amar perdona"
è uno dei versi più famosi della "Commedia"
di Dante, per la sua eleganza formale ma anche e soprattutto
perché è legato alla vicenda dell'amore tragico
e appassionato di Paolo e Francesca. La storia dei due cognati
adulteri, condannati per il loro peccato a rimanere per
sempre avvinti nella bufera infernale, è entrata
a far parte del nostro immaginario sentimentale, pur appartenendo
anche alla storia e alla letteratura. Fra l'erudito e l'ironico,
Lorenzo Renzi rilegge i versi danteschi, tratteggiando in
queste pagine la figura di Francesca e ricostruendone la
mutevole fortuna presso i commentatori antichi, i critici
moderni e nelle tante rievocazioni che l'episodio ha conosciuto,
dalla letteratura al teatro, alle arti figurative. Se per
gli antichi la morale della storia era che "è
bene non lasciare uomini e donne da soli", per i romantici
Francesca è stata una rappresentante eroica dell'"amore
passione". Oggi invece si vede spesso in lei una donna
colpevole non tanto di avere tradito il marito quanto, come
Madame Bovary, di aver letto troppi romanzi.
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Roberta
Capelli, Sull'Escorialense (lat. e.III.23). Problemi e
proposte di edizione, Verona, Edizioni Fiorini, 2007 (Medioevi.
Studi, 9).
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ISBN 98-88-87082-57-X, 154
pp., 18,00 euro
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Testimone importantissimo e tra i più
antichi della lirica italiana delle Origini, studiato da
Michele Barbi e da Domenico De Robertis per la singolarità
della sua posizione stemmatica e l'estravaganza delle sue
lezioni soprattutto in rapporto alla produzione lirica dantesca,
il manoscritto latino e.III.23 della Real Biblioteca di
San Lorenzo dell'Escorial (Madrid, Spagna) è in tutti
i sensi un codice "irregolare", nel senso di atipico
e problematico sia a livello esterno/codicologico, sia a
livello interno/testuale. Non solo libro-oggetto collettore
di varianti, ma anche libro-soggetto, prodotto culturale
dinamico frutto di ben precise e significative coordinate
geocronologiche, l'Escorialense mostra l'utilità
dell'edizione integrale.
Le riflessioni di questo volume tentano di fornire delle
risposte metodologiche e delle soluzioni editoriali ai problemi
pratici suscitati dl lavoro sul codice. Dal supporto al
contenuto, dalle macro-strutture tematiche alle microstrutture
lessicali, la convergenza multidisciplinare di indagine
filologica, linguistica e critica si confronta con questioni
di definizione del concetto di genere, canone e autorialità.
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Indice. Presentazione
di Anna Maria Babbi - Premessa - Introduzione
- Capitolo primo. Definizione del testimone - I.1.
L'Escorialense è un libro di poesia organico o un
frammento? - I.2. Lo spazio fisico del codice e la
dimensione poetica dei suoi contenuti - I.2a. Ordinamento
- I.2b. Intertestualità - I.2c. Canone
- Capitolo secondo. Problemi metodologici - II.1. Edizione
dei testi o edizione del testimone? - II.2. Questioni
attributive - II.2a. Il caso di Guido Novello da Polenta
- II.2b. Il caso di Guittone d'Arezzo - II.2c. Il
caso di Nicolò de' Rossi - Capitolo terzo. Scelte
editoriali - III.I. Quale tipo di edizione? - III.2.
Dialetto dell'autore, idioletto del copista, lingua dell'editore
- III.3. Prove di edizione - III.3a. Trascrizione
diplomatica - III.3.b. Edizione diplomatico-interpretativa
- Tavole - Tav. 1. Tavola del codice Escorialense (secondo
la cartulazione attuale del manoscritto) - Tav. 2. Tavola
del primo fascicolo di mano a (ipotesi di ricostituzione fascicolare)
- Tav. 3. Riordinamento dei marcatori alfabetici della
sezione di mano alfa - Tav. 4. Tavola di E' (riordinamento
dei sonetti secondo le indicazioni dei marcatori alfabetici)
- Tav. 5. Concordanze metriche delle ballate della sezione
di mano beta - Tav. 6. Distribuzione delle mani nell'Escorialense
- Tav. 7. Tavola degli omografi (casistica riscontrata
nelle citazioni testuali del presente volume) - Scioglimenti
bibliografici - Indice dei manoscritti e delle stampe - Indice
dei nomi.
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Alexandru
Niculescu, Laltra latinità. Storia
linguistica del romeno tra Oriente e Occidente, a cura
di Alvaro Barbieri, Dan Octavian Cepraga e Roberto Scagno,
Verona, Edizioni Fiorini, 2007 (La musa critica. Collana
diretta da Anna Maria Babbi).
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ISBN 978-88-87082-61-6, 211
pp., 19,00 euro
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Una compatta serie di studi romenistici,
rivisti e aggiornati per loccasione, compone questo
libro unitario e monograficamente coeso, disegnando un profilo
storico della lingua romena per momenti e problematiche
esemplari. Sorretta da un pensiero linguistico originale,
lopera si sviluppa lungo due principali direttrici:
da un lato la spiccata individualità del romeno allinterno
del panorama romanzo, dallaltro la sua apertura assimilatrice
nei confronti di altri idiomi e culture. Alcuni saggi misurano
il peso delle componenti non-latine del romeno, esaminando
in modo innovativo e profondo lapporto slavo, ungherese,
turco e germanico. Altri, invece, sono dedicati allinfluenza
dellelemento italiano e francese. Tutti insieme costituiscono
un contributo irrinunciabile a un capitolo essenziale della
storia linguistica e culturale europea.
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Francisco
Singul, Il cammino di Santiago. Cultura e pensiero,
Roma, Carocci, 2007 (Finisterrae, 4).
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ISBN 978-88-430-4047-6, 318
pp., 25,00 euro
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Attraverso un accurato lavoro di analisi
delle fonti, Singul traccia l'affascinante storia della
nascita e dello sviluppo del culto di san Giacomo Maggiore
e del fenomeno del pellegrinaggio ad esso collegato. Si
parte dalle origini più remote del fenomeno devozionale,
precedenti alla scoperta del sepolcro dell'apostolo (inizio
del IX secolo); si ripercorre quindi la storia del fermento
religioso poi nato, e abilmente coltivato, intorno al primitivo
santuario sorto sulla tomba jacopea, destinato a diventare
grandiosa cattedrale e primo nucleo della città di
Santiago de Compostela. L'autore si sofferma su molteplici
aspetti importanti nella creazione del cammino - o dei cammini
- di Santiago: la formazione delle infrastrutture di accoglienza;
la nascita lungo il cammino stesso di luoghi di culto e
villaggi; la pregnanza simbolica acquisita dal sacro percorso
nella mentalità medievale; gli itinerari jacopei
medioevali, anche marittimi. Una parte del libro è
dedicata a un'accurata descrizione dell'architettura e della
scultura nella cattedrale romanica di Santiago, all'opera
del maestro Matteo espressasi nel Portico della Gloria e
allo svilupparsi dell'iconografia jacopea.
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Studi
di Filologia romanza offerti a Valeria Bertolucci Pizzorusso,
a cura di Pietro G. Beltrami, Maria Grazia Capusso, Fabrizio
Cigni, Sergio Vatteroni, Pisa, Pacini Editore, 2006, due tomi.
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ISBN 978-88-7781-862-1, XXXIV+1603
pp., 95,00 euro
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Indice. Bibliografia degli scritti
di Valeria Bertolucci Pizzorusso a cura di Frej Moretti
- C. Alvar, Las inquietudes lingüísticas
en l''Entrée d'Espagne' - T. Amado, A ironia
num diálogo de amor - R. Antonelli, Per un
problema ecdotico 'pisano': Giacomo Lentini, 'Meravigliosa-mente'
- S. Asperti, "Don Johanz la sap": musicisti
e lirica romanza in Lombardia nel Trecento - G. Avenoza
Vera, 'Decidle al caballero'. Una nueva versión
de un villancico del 'Cancionero de Uppsala' - A. M.
Babbi, Eco e Narciso nei commenti medievali - A.
Barbieri, L'ombra di Davide: Tristano, Cligès,
Perceval - M. Barbieri, L''alba' parodica di Roy
Paez de Ribela: 'Maria Genta de saya cintada' (B 1439 /
V 1049) - P. G. Beltrami, Giochi di corte per Bertran
de Born ('Chazutz sui de mal en pena') - V. Beltran,
Cubiertas removibles, cuadernos inestables: entre filología
y codicología - M. P. Betti, La canzone del
trovatore Peire de Maensac 'Estat aurai de chantar' (BdT
194.7) - L. Borghi Cedrini, Una 'cobla' di Peire
Milo e un sonetto guittoniano - M. Braccini, Proposte
di migliore lezione e di migliore lettura per il testo di
'Richeut' - M. Brea, Cantigas /v/ milagros en los
cancioneros marianos del siglo XIII - G. Breschi, Tre
lettere di Gianfranco Contini a Paola Sgrilli - F. Brugnolo,
Un'inedita ballata duecentesca tra le pieghe del Saibante-Hamilton
390 - G. Brunetti, Stanze, echi, donne lontane: per
l'interpretazione di alcuni luoghi trobadorici - S.
Buzzetti Gallarati, Una preghiera a Saint Denis -
M. G. Capusso, Il 'nuvel lai' di Tristano. Ancora sul
'Chievrefoil' di Maria di Francia - M. Careri, Per
la storia di un testimone poco usato del 'Brut' di Wace
('membra disiecta') - F. Cigni, Copisti prigioneri
(Genova, fine sec. XIII) - A. M. Compagna, Il canzoniere
catalano P., la cancelleria angioina e Pere Torroella
- A. Cornagliotti, Un 'Fior di Virtù' dell'Italia
nord-occidentale - M. S. Corradini Bozzi, Due testimoni
occitanici dell''Anatomina porci' attribuita a Cofone Salernitano
- A. D'Agostino, Volto, maschera e icona di ser Ciappelletto
- D. Delcorno, Eremiti e cavalieri: tipologia di un rapporto
nella tradizione epico-romanzesca italiana - A. Fassò,
Da Bologna a Lisbona: 'gasgo', 'gasghèr', 'engasgar'
- E. Fidalgo, Variedad métrica en las 'Cantigas
de Santa Maria' - L. Formisano, Il viaggio di Pedro
Álvares Cabral nella miscellanea di Piero Vaglienti
(Firenze, Biblioteca Riccardiana, codice n. 1910) -
F. Franceschini, I volgari nelle 'glose' mediolatine
di Guido da Pisa - Y. Frateschi Vieira, A via negativa
dos trovadores galego-portugueses - C. Giunta, "Quando
eu stava", v. 11 - E. Gonçalves, Correcções
ao texto de três cantigas d'escarnh'e mal dizer 'fiz
arento' - 'podros ode' 'poyar' - G. Gouiran, Solitude
de l''alba' - S. Guida, (Andrian de) Palais, trovatore
lombardo? - T. Hunt, The 'half-friend' in Anglo-Norman
tail-rhyme - M.-R. Jung, Les manuscrits du 'Livre
extrait de philosophie et de moralité' d'Alart de
Cambrai - G. Lalomia, Il cronòtopo agiografico
nelle Vite di Santa Maria Maddalena e di Santa Maria Egiziaca
del manoscritto Escurialense H.I.13 - P. Larson, 'Ço
es amors' e altre possibili tracce italiane in poesia occitanica
del secolo XIII - F. Latella, Il Chastelain de Couci
e Bernart de Ventadorn - L. Lazzerini, Per l'interpretazione
del 'Cligès' - Ch. Lee, La 'chanson de femme'
attribuita a Raimbaut de Vaqueiras, 'Altas undas que venez
suz la mar' - L. Leonardi, 'Nuovi' manoscritti della
'Mort le roi Artu' - M. Longobardi, Cerverí
e l'enigma del nome - M. Mancini, Nella biblioteca
di 'Flamenca': Chrétien de Troyes - A. Martinengo,
Caino e le spine ('Inferno', XX, 126) - W. Meliga,
La raccolta con 'razos' di Bertran de Born - Ph.
Ménard, Marco Polo en images. Les représentations
du voyageur au Moyen Âge - M. L. Meneghetti, Quando
l'immagine dice di più. Riflessioni sull'apparato
decorativo del 'Livre des Merveilles du Monde' - L.
Minervini, Gli esostismi nella 'Vie de Saint Louis' di
Jean de Joinville - U. Mölk, Théories
des âges du monde. À propos de quelques textes
latins et français antérieurs au XIVe siècle
- J. Montoya Martínez, El 'MS 110' de la Biblioteca
Nacional de Madrid y las colecciones latinas hispánicas
de milagros - G. Noto, Ricezione e reinterpretazione
della lirica trobadorica in Italia: la 'Vida' di Guillem
de la Tor - S. Orlando, Ancora su 'Homo ch'è
saggio': punto della situazione - W. Pagani, Intorno
ad alcune 'cruces' del 'Tristan' di Thomas - J. Paredes,
El discurso poético alfonsí religioso y
profano. Intertextualidad y convergencias temático-formales
- R. Pellegrini, Il Friuli e la Provenza - B. Periñán,
Cuando la glosa es al cuadrado - G. Peron, Il
nome di Federico. Retorica e politica nella poesia trobadorica
del Duecento - L. Petrucci, Una scheda per Virgilio
Mago in Italia - C. Phan, Imitation et innovation
dans les chansons de Jehan de Lescurel - G. Poggi, Gli
zaffiri di Borges - C. Pulsoni, 'Dieus aydatz' ('BdT'
409,2) - A. Punzi, Per la tendrur di Thomas -
M. A. Ramos, Fragmentos na lírica galego-portuguesa
- L. Renzi, Il bacio come pegno, una metafora medievale
- P. T. Ricketts, Un décalogue retrouvé,
'Lo Premier Comandamen': le texte occitan du ms. Paris,
B.N.F., lat. 5030 - D. Rieger, La chanson littéraire
et la romance à deux sous: problème de délimitation
- À propos d'une chanson sur Don Juan - L. Rossi,
Ancora sul prologo di 'Erec et Enide': principio e fine
della storia - E. Schulze-Busacker, Écrire
au goût de son temps: Guernes de Pont-Sainte-Maxence,
'La Vie de Saint Thomas le Martyr' - M. Spampinato Beretta,
Micro-sequenze nei settori anonimi del Canzoniere Vaticano
Latino 3793 - P. Squillacioti, L'enclitica a inizio
verso nella poesia trobadorica - A. Stussi, Per il
carteggio di Ugo Angelo Canello - M. Tyssens, L''istorien'
dans son 'istoire'. À propos du 'Roman de Guillaume
d'Orange' - A. Varvaro, Tra Piazza dei Cavalieri
e Palazzo Ricci quarantacinque anni fa - S. Vatteroni,
"Naturelment li estuit faire". 'Poeir', 'voleir',
natura e amore nel 'Tristano' di Thomas - G. Zaganelli,
Gerusalemme tra osservazione e memoria. Note su alcune
'descriptiones' della Città Santa all'epoca della
Crociate - M. Zink, Le rossignol et la grenouille.
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Studi
sul De amore di Andrea Cappellano e sulla sua posterità
volgare, a cura di Margherita Lecco, «L'immagine
riflessa. Testi, società, culture», XV (2006).
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ISSN 0391-297, 20,00 euro
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Il De Amore di Andrea Cappellano
(fine XII secolo) rappresenta indubbiamente una delle opere
più sollecitanti dell'età medievale, il cui
fascino si legge intatto nella dimensione del pensiero e
della scrittura del testo, recepita e moltiplicata, nei
due secoli seguenti, dalla lirica e dal romanzo. I saggi
che si presentano in questo numero monografico de «L'Immagine
Riflessa» (XV, 2006) riproducono le comunicazioni
esposte nel corso di un Seminario tenutosi presso il Dipartimento
di Italianistica e Romanistica della Facoltà di Lettere
di Genova (3 febbraio 2005): preceduti da un'introduzione
di Nicolò Pasero sul Cappellano e la problematic
a socio-culturale del De Amore, essi convogliano
l'attenzione specialmente sull'aspetto letterario del testo:
tradizione manoscritta, relazione con la letteratura d'amore
latina e volgare del XII e del XIII secolo, elementi erotico-parodici,
rapporto tra elementi narrativi e trattatistica, interpretazione
moderna del testo, fortune e sfortune del testo. Autori,
un gruppo di studiosi di varia formazione e competenze,
latinisti, romanisti, italianisti, che hanno dato ciascuno
un contributo personale ad un'inchiesta ben lontana dall'aver
esaudito ogni problema, di cui i saggi presentati sono una
contenuta, ma si spera, interessante, proposta.
Questi, in dettaglio, i saggi raccolti nel volume:
Marco Bernardi, La (s)fortuna del De amore nel
primo Cinquecento italiano e un inedito documento colocciano
- Ferruccio Bertini, Equivoci e doppi sensi nel De
amore di Andrea Cappellano - Paola Busdraghi, I
praecepta amoris di Andrea Cappellano. Problemi di tradizione
manoscritta - Massimiliano De Conca, Andrea Cappellano
e la trattatistica amorosa in volgare del XIII secolo: motivi
sociali, storici e culturali - Margherita Lecco, I
racconti che precedono le Regulae amoris (De
amore I, 15 e II, 8) - Stefano Pittaluga, Andrea
Cappellano e la letteratura d'amore del XII secolo -
Stefano Rapisarda e Orazio Croce, Cinque paradigmi per
il De amore.
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Brunetto
Latini, Tresor, a cura di Pietro G. Beltrami, Paolo
Squillacioti, Plinio Torri, Sergio Vatteroni, Torino, Einaudi,
2007 (I millenni).
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ISBN 8806185683, pp. LXIV-894
pp., 85 euro
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Tresor nel senso di scrigno pieno
d'oro e di gioielli, una raccolta di beni spirituali preziosi:
la filosofia teorica, «denaro contante»; la
filosofia pratica e la logica, «pietre preziose»;
la retorica e la politica, «oro fino». L'opera
più famosa di Brunetto Latini è di fatto un'enciclopedia
medievale scritta in forma abrégée rispetto
alle trattazioni latine del XIII secolo, come lo Speculum
di Vincenzo di Beauvais, perché al pubblico della
nuova cultura laica di mercanti, amministratori, giudici
e notai (come Brunetto) servivano strumenti più agili
e compendiati. Per la stessa ragione Brunetto non scrive
il suo trattato in latino, ma in francese, la lingua emergente
di allora, non essendo ancora il toscano, prima di Dante,
una lingua abbastanza strutturata per potervi sostenere
un'opera impegnativa in prosa. La storia universale, la
medicina, le scienze naturali, la geografia, l'agricoltura,
l'architettura, il bestiario di tutti gli animali conosciuti:
sono materie in cui Brunetto si dimostra supremo divulgatore.
Ma il cuore dell'opera risiede nelle parti sull'etica e
sulla politica. La retorica come fondamento dell'arte di
governo è uno snodo che caratterizza le idee nuove
di Brunetto, mutuate dalle antiche di Aristotele e Cicerone.
Porre la cultura classica a fondamento della gestione del
potere nelle società comunali italiane significava
avviare un processo che avrebbe avuto un lungo sviluppo
e conseguenze durature. E per questo si può dire
che Brunetto non fu soltanto «padre» di Dante,
ma capostipite di un rinnovamento della cultura italiana
che avrebbe riguardato molte generazioni.
Questa è la prima edizione italiana integrale in
età moderna. La messa a punto filologica del testo
francese antico si accompagna a una traduzione allo stesso
tempo fedele e molto leggibile.
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Pastorelle
occitane, a cura di Claudio Franchi, Alessandria, Edizioni
dell'Orso, 2006 (Gli Orsatti. Testi per un Altro Medioevo,
28).
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ISBN 978-88-7694-944-9, 372
pp., 13.00 euro
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All'inizio della primavera, un uomo si aggira
a cavallo per la campagna e incontra una pastora. Immediatamente
tenta di sedurla mentre la donna cerca a tutti i costi di
sottrarsi, dando luogo ad un dialogo serrato, piacevole
e a tratti esilarante, tra lusinghe, promesse e minacce.
Contemporaneamente, un poeta analizza e mette in discussione
i capisaldi teorici dell'universo trobadorico attraverso
una rappresentazione artistica invece che in un trattato
di poetica. Nello spazio tra questi due poli ritroviamo
i trentotto testi contenuti in questa raccolta, che per
la prima volta include tutte le pastorelle medievali composte
in lingua occitana. Da L'autrier jost'una sebissa di
Marcabru, probabilmente l'antecedente di tutte le altre,
passando per Giraut de Bornelh, Gavaudan, Gui d'Ussel, Cerveri
de Girona e Johan Esteve, si arriva allo straordinario ciclo
di sei componimenti di Guiraut Riquier, in cui il poeta
stesso diventa il protagonista, per finire poi con le ultime
testimonianze anonime del secolo XIV. Sull'alterità
dei due protagonisti - opposta a quella della lirica cortese
ma con questa come sfondo significativo - si costruiscono
testi dalla doppia anima, poetica e metapoetica, che ad
una raffinatezza dialettica speculativa e lirica sovrappongono
la sensualità del desiderio e quella materiale.
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Sandro
Bertelli, La Commedia allantica, Firenze, Mandragora,
2007.
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ISBN 978-88-7461-092-1, 304
pp., euro 50,00
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Scopo di questo libro è «affrontare
la Commedia con la prospettiva e con gli strumenti
del codicologo e del paleografo», spostando lattenzione
sulla tradizione recenziore, spesso lasciata in ombra dallo
studio deimanoscritti danteschi del Trecento, e in particolare
sui testimoni contraddistinti da una precisa tipologia grafica,
la littera antiqua nata dalla riforma scrittoria
umanistica.
Condotta su un corpus di 86 codici conservati presso
biblioteche e istituzioni italiane e straniere (dalla Biblioteca
Nazionale di Firenze alla Biblioteca Apostolica Vaticana,
dalla British Library alla Bibliothèque nationale
de France), lanalisi passa in rassegna la produzionemanoscritta
della Commedia tra la fine del xiv e la prima metà
del xvi secolo periodo in cui si diffonde e si afferma
la littera antiqua mettendone in evidenza
sia le diverse caratteristiche testuali e codicologiche
sia le peculiarità scrittorie e grafiche.
Il catalogo dei manoscritti, articolato in dettagliate schede
descrittive, è corredato da un ricco apparato iconografico.
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I
Vangeli in antico veneziano. Ms. Marciano it. I 3 (4889),
a cura di Francesca Gambino, con una presentazione di Furio
Brugnolo, Roma-Padova, Editrice Antenore, 2007 (Medioevo
e Rinascimento Veneto, 2).
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ISBN 978-88-8455-582-3, CLIV-444
pp., 51,00 euro
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Una delle più antiche versioni dei
Vangeli in un volgare italiano? Sì, e allo
stesso tempo un'importante, per certi versi unica, testimonianza
scritta in veneziano antico. La traduzione originale risale
alla prima metà del Trecento. Il testo, fino ad ora
inedito, colpisce infatti per la sua straordinaria fisionomia
linguistica, in buona parte ancora immune dall'influsso
del toscano letterario e caratterizzata da fenomeni che
nella seconda metà del Trecento risulteranno più
attenuati o in via di sparizione.
Il riferimento alla liturgia (è probabile che i Vangeli
in veneziano venissero letti insieme al testo latino durante
la messa) e la corrispondenza con il Messale Romano inducono
a ritenere che l'autore-traduttore fosse un religioso, forse
un domenicano. L'opera è conservata nel codice it.
I 3 della Biblioteca Marciana, trascritto nel carcere della
Schiava di Venezia da un prigioniero triestino, Domenico
de' Zuliani, che lo completò il 28 settembre 1369.
Tali Vangeli in veneziano antico sono in realtà di
interesse anche per la storia della cultura italiana medievale.
La traduzione segue non tanto, come ci si aspetterebbe,
il testo latino della Vulgata, quanto la cosiddetta
Bible française du XIII siècle, eseguita
a Parigi intorno alla metà del Duecento, una delle
più importanti versioni in volgare delle Sacre Scritture
di tutto il Medioevo. A conferma, ancora una volta, dei
fittissimi rapporti intercorrenti fra la cultura veneta
e quella d'oltralpe.
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Echi
letterari della cultura araba nella lirica provenzale e nella
Commedia di Dante. Atti del Convegno internazionale
(Università degli Studi di Udine, 15-16 aprile 2005),
a cura di Claudio Gabrio Antoni, Pasian di Prato (Udine),
Campanotto Editore, 2006 (Zeta Università, 96).
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ISBN 88-456-0857-3, 190 pp.,
18,00 euro
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Il volume raccoglie gli interventi presentati
durante il Convegno internazionale "Echi letterari
della cultura araba nella lirica provenzale e nella Commedia
di Dante" (Università degli Studi di Udine,
15-16 aprile 2005). Gli argomenti principali vertono sulla
possibilità di un'influenza, diretta o indiretta,
sulla Divina Commedia da parte della cultura araba
in fase di espansione nel medioevo occidentale, nonché
sulla derivazione di alcune strutture poetiche provenzali
dalla poesia arabo-mediterranea: temi controversi che non
hanno ancora trovato un consenso unanime presso la critica
accademica.
Per informazioni: Campanotto Editore, sito
web www.campanottoeditore.it,
e-mail edizioni@campanottoeditore.it,
tel. 0432 699390.
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Indice. Claudio Gabrio
Antoni, Introduzione. Occidente e mondo arabo nel medioevo:
confronti letterari ed ipotesi multiculturali - Italo
Sciuto, Il problema dell'intelletto in Dante e nell'averroismo
- Tiziano Pacchiarotti, Apporti della cultura sciita alla
corte di Federico II. Guido delle Colonne e l'alchimia d'Amore
- Olga Lizzini, La questione delle fonti arabo-islamiche
della Divina Commedia: qualche riflessione sulla filosofia
(e su Avicenna in particolare) - Joumana Chahal Timéry,
Points de rencontre du "muwassah" arabo-andalou
et de la poésie lyrique des troubadours: le sentiment
de l'amour et son expression poétique - Anna Longoni,
Dante e l'escatologia musulmana. Le rappresentazioni dell'aldilà
tra arti figurative e scientia islamica - Nicolò
Mineo, Dante e il Libro della Scala - Alessandro Grossato,
Khalifa e Khilafa secondo il Tasawwuf e concezione
dantesca del 'Santo Impero'. Raffronti e possibili influenze
- Lucrezia Lorenzini, "Il secolo senza Roma"
e le culture orientale e occidentale - Piero Marangon,
Di Maometto e degli altri scismatici nel canto XXVIII dell'Inferno
- Stefano Rapisarda, La Escatologia dantesca di
Asín Palacios nella cultura italiana contemporanea.
Una ricezione ideologica?
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Canti
di scherno e maldicenza, a cura di Simone Marcenaro, Alessandria,
Edizioni dell'Orso, 2006 (Gli Orsatti. Testi per un Altro
Medioevo).
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ISBN 88-7694-942-9, 392 pp.,
18.00 euro
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Satira, polemica, parodia: la cantiga d'escarnho
e maldizer dei trovatori galego-portoghesi è un genere
poetico aperto alla multiformità del reale, anche
nei suoi aspetti più crudi e osceni. Re, cavalieri,
chierici, giullari si cimentano con il genere satirico spaziando
dal puro insulto personale alla velata presa in giro, dalla
polemica sociale alla poesia d'ispirazione politica, con
ampio ricorso alle varietà del registro comico, alla
poetica del doppio senso quasi sempre verso il campo dell'osceno
a dissimulare diversi aspetti della sessualità. Ma
questi testi sanno anche parlarci del contesto storico in
cui presero forma e dei rapporti di forza interni alla società
del tempo: una poesia che parla dunque del mondo, documento
imprescindibile di una corrente letteraria di matrice comica
i cui meccanismi funzionali sono ravvisabili ancora oggi
in tanta parte della nostra cultura. In questo risiedono
la sua modernità e importanza per analoghe esperienze
della letteratura romanza a venire.
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Il
Canzoniere. Lettura micro e macrotestuale (Lectura
Petrarcae Turicensis), a cura di Michelangelo Picone,
Ravenna, Longo editore, 2007 (Memoria del Tempo, 29).
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ISBN 978-88-8063-509-3, 852
pp., 55.00 euro
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Indice. Premessa del Curatore
- M. Picone, Petrarca e il libro non finito - M.
Picone, L'inizio della storia («Rvf» 1-10)
- L. Zuliani, Una coesione senza coerenza («Rvf»
11-20) - P. Kuon, "Sol una nocte" ed altre "delire
imprese": Petrarca narratore in «Rvf» 21-30
- K.W. Hempfer, Antinomie discorsive e concorrenza di
modelli alternativi della realtà («Rvf» 31-40)
- F. Brugnolo, Il "desio che seco non s'accorda": sintonie,
rispecchiamenti e fraintendimenti («Rvf» 41-50)
- A. Bruni, Petrarca dalla frequentazione al rifiuto
del mito («Rvf» 51-60) - M. Picone, Petrarca
fra patimento amoroso e pentimento religioso («Rvf»
61-69) - C. Bologna, Occhi, solo occhi («Rvf»
70-75) - J. Bartuschat, Il ritratto di Laura («Rvf»
76-80) - A. Afribo, Petrarca e i suoi doppî («Rvf»
81-89) - G. Güntert, Sonetti occasionali e capolavori
(«Rvf» 90-99) - A. Pancheri, Nel corso
del tempo: sequenza per sonetti, frottola e madrigale («Rvf»
100-09) - M. Picone, "Amor" e "gloria" nella composizione
di «Rvf» 110-19 - K. Stierle, Un manifesto
del nuovo canto («Rvf» 120-29) - M. Picone,
I paradossi dell'amore passione («Rvf» 130-40)
- S. Prandi, Ritorno a Laura («Rvf» 141-50)
- M. McLaughlin, Struttura e "sonoritas" in Petrarca
(«Rvf» 151-60) - P. Allegretti, G. Gorni,
Mondo dell'oltretomba e "spelunca" in Petrarca («Rvf»
161-70) - T.J. Cachey Jr., Per una mappa del Canzoniere
(«Rvf» 171-79) - J.A. Scott, Amore per
Laura e l'antichità, pentimento religioso («Rvf»
180-89) - S. Carrai, I primi testi autografi del
Vaticano 3195 («Rvf» 190-200) - D. Fachard,
Frasi e cadenze della peregrinazione amorosa («Rvf»
201-10) - A. Stäuble, Dal labirinto alla solarità
(«Rvf» 211-20) - T. Crivelli, "Il vïaggio
de la man destra". Lettura di «Rvf» 221-30
- M. Picone, La forza di Amore e il potere della poesia
(«Rvf» 230-40) - S. Sarteschi, "Amoris
passio, voluptas lugendi": fuoco, acqua, paesaggi, fluttuazioni
e presentimenti dell'anima («Rvf» 241-50) -
P. Canettieri, Paure, dubbi, sogni e presentimenti di
morte («Rvf» 251-60) - G. Regn, La decade
della bipartizione («Rvf» 261-70) - E. Fenzi,
I percorsi del lutto («Rvf» 271-80) - Z.G.
Baranski, "Piangendo e cantando" con Orfeo (e con Dante):
strutture emotive e strutture poetiche in «Rvf»
281-90 - L. Rossi, "Secca è la vena" e la poesia
dissacrata («Rvf» 291-99) - P. Squillacioti,
Variazioni su tema: natura e poesia tra forma Chigi e
giunta di Giovanni («Rvf» 300-09) - M. Praloran,
Lo splendore del mondo e la solitudine dell'io («Rvf»
310-20) - M. Picone, Morte e temporanea rinascita
dei miti dell'eros («Rvf» 321-30) - R. Caputo,
"Et doppiando 'l dolor, doppia lo stile" («Rvf»
331-40) - E. Fenzi, Dalla precarietà del sogno alle
sublimazioni dell'intelletto («Rvf» 341-50)
- A. Soldani, Dialoghi e soliloqui al limitare del tempo
(«Rvf» 351-59) - N. Tonelli, Vat. Lat.
3195: un libro concluso? Lettura di «Rvf» 360-66.
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Aldo
Menichetti, Saggi metrici, a cura di Paolo Gresti e
Massimo Zenari, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2006
(Quaderni di stilistica e metrica italiana, 1).
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ISBN 88-8450-158-X, VIII-367
pp., 39.00 euro
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Il volume di Aldo Menichetti, curato dagli
allievi Paolo Gresti e Massimo Zenari, raccoglie linsieme
dei suoi saggi metrici, lavori spesso notissimi e decisivi
nelle prospettive di ricerca sui primi secoli. Così
ad esempio, le Implicazioni retoriche nellinvenzione
del sonetto, che nel 1975 fondavano su basi nuove lo
studio dellarticolazione della forma nel Duecento,
mostrando come aspetti retorici quali il procedimento delle
coblas capfinidas si consolidassero in figure ricorrenti
e in tal modo divenissero elementi oggettivi, di natura
quasi metrica. La stessa importanza hanno avuto i contributi
sulla rima per locchio, su sinalefe e
dialefe in Petrarca (un tratto che distingue in modo marcato
la prosodia dei Fragmenta da quella dantesca), sulla
struttura della canzone in Guittone, sullorigine dellendecasillabo.
Saggi che, insieme agli altri di materia antica, si muovono
in un territorio per eccellenza romanzo, in cui si intrecciano
i rapporti fondativi, nella lingua della poesia, tra la
cultura provenzale e quella italiana. Forse meno diffusi
ma altrettanto rilevanti sono, infine, i capitoli sulla
metrica del Novecento che chiudono la raccolta.
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Los
caminos del personaje en la narrativa medieval. Actas del
Coloquio Internacional (Santiago de Compostela, 1-4 diciembre
2004), Al cuidado de Pilar Lorenzo Gradìn, Firenze,
SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2006 (Archivio Romanzo,
12 / Pubblicazioni della Scuola di Dottorato europea in
Filologia romanza, 2).
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ISBN 88-8450-178-4, LXX-317
pp., 60.00 euro
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Il volume raccoglie gli atti dell'omonimo
convegno internazionale tenutosi a Santiago de Compostela
dal 1 al 4 dicembre 2004.
Indice. P. L. Gradín, Introduccíon.
I. LA CONSTRUCCIÓN DEL PERSONAJE EN LA NARRATIVA
MEDIEVAL. ENFOQUES TEÓRICOS. C. Segre, Personaggi,
analisi del racconto e comicità nel romanzo di Tristano
S. Gutiérrez García, El personaje
artúrico en el marco narrativo de los «romans»
de los siglos XII y XIII (Acercamiento a una propuesta de
teorización). II. DEL «ROMAN ANTIQUE»AL
«ROMAN COURTOIS». M. Zink, DApollonius
de Tyr à Tristan. Roman volé, roman voilé
L. Harf-Lancner, Le personnage dAlexandre
le Grand dans la littérature narrative française
du XIIe au XVe siècle: mhyte et roman
M. Brea, Los personajes de «Flamenca», paradigma
de la «finamor». III. LOS PERSONAJES
DE LA «MATERIA DE BRETAÑA». UNIDAD Y
DIVERSIDAD EN LAS ESTRATEGIAS DISCURSIVAS. M. Luisa
Meneghetti, Quando il personaggio sfugge allautore:
il caso di Lancillotto M. Arbor Aldea, «E
era natural de Cornualha, filho de rei Mars...». Meraugis
en «a Demanda do Santo Graal» - A. Conte,
Il banchetto e lavventura: una stravaganza di Artù
nella letteratura francese medievale E. Corral
Díaz, El personaje del marido en los «Lais»
de María de Francia M. C. de Frutos Martínez,
La adaptación de los personajes tristanianos en
Italia: el «Tristano Riccardiano»
M. Longobardi, Una sola moltitudine: pluralità
onomastica nel romanzo arturiano J. C Ribeiro
Miranda, Eliezer e a cavalaria. Sobre a estrutura temática
do romance arturiano em prosa A. M. Mussons,
El caballero errante y la representación del espacio.
«Erec et Eneide». IV. LOS PERSONAJES
EN LAS POSTRIMERÍAS DE LA EDAD MEDIA. TRADICIÓN
E INNOVACIÓN. A. DAgostino, El personaje
del cuento: el caso Lucanor M. Picone, Personaggi
cavallereschi nel «Decameron»: il caso di Guglielmo
Borsieri (I.8) P. M. Piñero Ramírez,
De lo que aconteció a la Reina Doña Ginebra
en el camino de Córdoba M. Rodríguez
González, Aproximación al personaje del
Apóstol en los «Miragres de Santiago»
J. M. Viña Liste, Zifar, modelo de
caballero cristiano - Indici.
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I «dialogi» di Gregorio Magno. Tradizione del
testo e antiche traduzioni, a cura di Francesco Lo Monaco,
Luca Carlo Rossi, Niccolò Scaffai, Firenze, SISMEL-Edizioni
del Galluzzo, 2006 (Archivium Gregorianum, 10).
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ISBN 978-88-8450-211-7, VIII-224
pp., 40.00 euro
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Il volume raccoglie gli atti del II incontro
di studi del Comitato per le Celebrazioni del XIV centenario
della morte di Gregorio Magno in collaborazione con la FEF
e la SISMEL (Firenze, 21-22 novembre 2003).
Indice. P. Chiesa, Premessa
G. Cremascoli, Leggere i Dialogi di Gregorio
Magno P. Chiesa, Valutazione preliminare della
tradizione indiretta latina antica dei Dialogi
L. Castaldi, Dialogi III, 4: riflessioni in margine allo
stato della tradizione manoscritta latina P.
Garbini, I Dialogi di Desiderio di Montecassino
F.Boccini, La Vita beati Benedicti abbatis
(BHL 1102) in alcuni omeliari e leggendari medievali
E. Burgio, Schede bibliografiche sulla tradizione
delle versioni anticofrancesi dei Dialogi di Gregorio
Magno C. Diddi, Antiche versioni dei Dialogorum
libri IV e loro fortuna nel mondo slavo (secc. X-XVII)
R. Lizzi Testa, La traduzione greca dei Dialogi
di Gregorio Magno: trasmissione e fortuna del testo in
area orientale A. Cipolla, I Dialogi nella
letteratura norrena - Indici.
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Dalla
Provenza al Monferrato. Percorsi medievali di testi e musiche,
a cura di Sonia Maura Barillari, Alessandria, Edizioni dell'Orso,
2007 (L'immagine riflessa / Quaderni, Serie
miscellanea 9).
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ISBN 978-88-7694-951-8, 99
pp., 15.00 euro
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Il volume raccoglie gli atti dell'omonimo
convegno svoltosi a Rocca Grimalda e Ovada nei giorni 26-27
giugno 2004 e contiene i seguenti contributi: Sonia Maura
Barillari, A mo' di introduzione: Carducci e il Monferrato
- Fabrizio Beggiato, Raimbaut de Vaqueiras e Albertet:
percorsi ed incontri trobadorici nel Monferrato, riflessioni
ed interrogativi - Antoni Rossell, Reconstrucción
musical de la epístola de Raimbaut de Vaqueiras -
Maurizio Padovan, "Sabion ben violar".
Calenda maia e l'estampida - Sabina Marinetti,
Per una rilettura della tenzone fra Taurel e Falconet
(BdT 438, 1) - Anatole Pierre Fuksas, Toponomastica
del Monferrato nella lirica trobadorica - Ilaria Tufano,
Il Boccaccio, i trovatori e il Monferrato.
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Carla
Rossi, Marie, ki en sun tens pas ne s'oblie. Marie de France:
la Storia oltre l'enigma, Roma, Bagatto Libri, 2007.
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ISBN 9788878061576, 212 pp.,
20.00 euro
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Grazie a questo studio, la figura storica
della maggiore narratrice medievale europea acquista finalmente
contorni netti, non dissimili da quelli di altre grandi
scrittrici dellepoca, prima fra tutte Eloisa. Muovendo
da un accurato riesame dei documenti darchivio, Carla
Rossi sottopone a verifica le varie proposte didentificazione
di Marie de France fin qui avanzate dalla critica, per metterne
in luce debolezze e contraddizioni.
Unanalisi approfondita di alcuni luoghi testuali delle
opere firmate da Marie (specie dei delicatissimi Lais)
e un attento esame delle allusioni coeve alla poetessa consentono
allautrice di formulare unipotesi innovativa,
destinata a far discutere a lungo gli specialisti.
Lappartenenza della scrittrice alla Francia non sarebbe
meramente anagrafica, quanto innanzitutto culturale e ideologica.
Dalla ricostruzione, qui proposta su concrete basi documentali,
risulta che dopo aver vissuto intensamente nel secolo,
Marie, abbatissa berkingensis, esercitò un
notevole ruolo culturale a capo di una delle maggiori abbazie
femminili inglesi; inoltre, grazie al sodalizio (non unicamente
intellettuale), con la cerchia degli eruditi raccolti intorno
all'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, la poetessa
ebbe accesso a una serie di fonti letterarie e filosofiche,
la cui influenza appare oggi innegabile nella sua opera.
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«Liber»,
«Fragmenta», «Libellus» prima e dopo
Petrarca. In ricordo di D'Arco Silvio Avalle. Seminario internazionale
di studi, Bergamo, 23-25 ottobre 2003, a cura di Francesco
Lo Monaco, Luca Carlo Rossi, Niccolò Scaffai, Firenze,
SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2006 (Traditio et renovatio,
1).
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ISBN 88-8450-196-2, XX-506
pp., 65.00 euro
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INDICE. Premessa. M. Feo, Petrarca a
Bergamo - C. Villa, Presentazione del Seminario -
L. Borghi Cedrini, Ricordo di d'Arco Silvio Avalle
- G. Bottiroli, Ritratto di d'Arco Silvio Avalle
- L. Leonardi, Creazione e fortuna di un genere: la filologia
dei canzonieri dopo Avalle - P. Bourgain, Manuscrits
de poètes et passage en recueil au XIIe siècle
- F. Stella, I Canzonieri d'amore della poesia mediolatina:
cicli narrativi non lineari, contesti epistolari, dimensione
scolastica - J. M. Ziolkowski, Il libro e la nota:
il ruolo della musica nei manoscritti medievali (secc. IX-XII)
dell' «Orazio lirico» - L. Borghi Cedrini,
I «libri» della poesia trobadorica -
W. Meliga, Le raccolte d'autore nella tradizione trobadorica
- G. Noto, Florilegi di coblas e tendenze della
letteratura volgare in italiano: osservazioni sulle raccolte
e sulle seriazioni di poesie nell'Italia tra Duecento e
Trecento - S. Orlando, Tracce di un canzoniere trobadorico
nella Bologna del primissimo Trecento - C. Pulsoni,
Per un approccio bédieriano alle vidas.
I codici IK e le loro fonti - S. Buzzetti Gallarati,
La produzione e la tradizione manoscritta dei poeti «comici»e
«realistici» delle origini, oggi: caso, selezione,
volontà ordinatrice? - H. Wayne Storey - R. Capelli,
Modalità di ordinamento materiale tra Guittone
e Petrarca - V. Beltran, Las conexiones intertextuales
en los cancioneros. Origenes y functionalidad - D. Coppini,
I Canzonieri latini del Quattrocento. Petrarca e l'epigramma
nella strutturazione dell'opera elegiaca - G. Dilemmi,
Agli antipodi del Canzoniere: le rime di Guidotto
Prestinari. Varia struttura di un libro d'autore - S.
Carrai, Tra canzoniere e «liber carminum»:
due modelli per la raccolta di rime nell'età rinascimentale
- C. Caruso, Petrarca e petrarchisti in Albione fra Cinque
e Seicento - G. Caravaggi, Petrarchismo e modelli
alternativi in Juan Boscán - G. Gorni, I tempi
dell'Olive di Joachim du Bellay - A. Nuzzo, Il
«Balassa-kódex» e le raccolte poetiche
di Bálint Balassi e János Rimay - E. Agazzi,
Soluzioni formali e progetto culturale nelle edizioni
della lirica petrarchesca in Germania dal Settecento ai
nostri giorni - C. Fischer, L'inizio del canzoniere
come luogo del patto poetico - V. Bernardoni, Listz,
Petrarca e un'idea di libro musicale - M. L. Gasparov,
An Anthology without Names: 88 Contemporary Poems Selected
by Z. Gippius - N. Scaffai, La «funzione Petrarca»
e il libro di poesia del Novecento - C. Giunta, Sulla
morfologia dei libri di poesia in età moderna
- L. Carlo Rossi, Avventure editoriali della Formazione
del Canzoniere di Ernest H. Wilkins. Indici.
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Paolo
Gresti, Antologia delle letterature romanze del medioevo,
Bologna, Pàtron, 2006.
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ISBN 9788855529068, 432 pp.,
30.00 euro
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Questa Antologia delle letterature romanze
del Medioevo conduce il lettore attraverso i più
significativi generi letterari che gli scrittori medievali
hanno elaborato durante i secoli XII e XIII: il secolo XII,
infatti, rappresenta laffermazione definitiva delle
nuove forme letterarie espresse nei volgari romanzi, quello
successivo consolida lautonoma rilevanza intellettuale
e artistica delle lingue nate dallo scioglimento del latino.
Lamore cortese, la satira letteraria, le avventure
di Marco Polo nel favoloso oriente, i campi di battaglia
intrisi del sangue di cristiani e saraceni, le rarefatte
atmosfere dei romanzi arturiani (con gli immancabili Lancillotto,
Galvano, Ginevra, Artù), il tormentato rapporto damore
che lega Isotta e Tristano, lappassionato racconto
della conquista crociata di Costantinopoli, le storie argute
e scollacciate dei fabliaux, e quelle, invece serie,
dei lais, le prime prove del teatro moderno: questi
sono alcuni dei contenuti che sfilano nellAntologia,
nel tentativo, invero non facile, di proporre un panorama
quanto più completo possibile seppure con
un taglio prospettico talvolta necessariamente soggettivo
di uno dei più affascinanti periodi della
letteratura europea. Ogni testo in lingua originale è
corredato duna traduzione (a volte si tratta della
prima in lingua italiana) e da un commento; i cappelli introduttivi
a ciascun passo antologizzato intrecciano un tessuto connettivo
che permette, anche se solo a grandi linee, di legare luno
allaltro testi e autori disseminati nelle varie sezioni.
Completano il volume dei brevi cenni sulla pronuncia delle
lingue romanze medievali, e due indici: quello dei nomi
citati nei testi e quello dei vocaboli commentati.
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INDICE. Premessa
- bibliografia-sigle - cenni sulla pronuncia delle lingue
romanze antiche - la lirica - il romanzo - lepica -
il racconto - la letteratura allegorico-didattica - il teatro
- la letteratura di viaggio e la storiografia - indice dei
nomi - indice delle parole commentate.
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L'Espace
lyrique méditerranéen au moyen âge : nouvelles
approches, sous la direction de Dominique Billy, François
Clément et Annie Combes, Toulouse, Presses Universitaires
du Mirail, 2006 (Interlangues, Littératures).
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ISBN 2-85816-811-3, ISSN
1264-0441, 301 pp., 18 euroo
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La période médiévale,
autour de la Méditerranée, fut à la
fois marquée par de multiples conflits et par de
riches échanges culturels au sein des trois grandes
civilisations, hébraïque, chrétienne
et musulmane. C'est dans cette ambiance de luttes mais aussi
d'emprunts mutuels que s'est développée une
poésie lyrique étonnamment inventive, alliant
avec art musique et littérature.
Les avancées de la recherche depuis quelques années
permettent aujourd'hui d'esquisser un nouvel état
de la question dans une approche nécessairement interculturelle.
C'est ce que tente de faire le présent ouvrage.
La collaboration de chercheurs en littérature et
en linguistique, en histoire et en musicologie, donne ainsi
l'occasion de confronter les différentes pratiques
de la lyrique et de préciser les jeux d'échange,
d'influence et parfois de convergence que ces domaines ont
connus au long du Moyen Âge, dans ce que l'on peut
appeler à bon droit "L'espace lyrique méditerranéen".
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TABLE DES MATIERES.
Introduction (Martin Aurell). I. Le Poète et
la Cour - Chercher et faire fortune en Italie : Falquet
de Romans sur les traces de Raimbaut de Vaqueiras (Gérard
Gouiran) - Des princes poètes dans les romans français
des XIIe et XIIe siècles (Michelle Szkilnik) -
Le métier de poète dans l'Occident musulman
(François Clément) - Fin'amor, wadd et féodalité
dans la lyrique des troubadours (Martin Aurell) - Un trio
amoureux célèbre dans l'Andalus du XIe siècle
(Abdellatif Ghouirgate). II. Du jardin au je lyrique - L'Hortus
conclusus dans la poésie lyrique des troubadours
(Mercedes Brea) - La reverdie : des troubadours aux romanciers
arthuriens, les métamorphoses d'un motif (Annie
Combes) - Les lieux de la lyrique : l'incarnationnisme
dans la lyrique mystique andalouse (Cynthia Robinson)
- Le je lyrique dans la poésie méditerranéenne
(Roberto Antonelli) - Le thème de l'amour dans la
poésie strophique hébraïque au Moyen Âge
en Espagne musulmane : Moïse Ibn Ezra (1055-1138) et
Abraham ibn Ezra (1090-1165) (Arie Schippers). III. Traditions
formelles et musicales - La langue musicale de dévotion
: les cantigas de loor et les chansons de Guiraut Riquier
(Elizabeth Aubrey) - Les Cantigas de Santa María
: stratégie et composition, de l'élément
métrique à l'élément idéologique
(Antoni Rossell) - Les influences galégo-portugaises
chez Cerveri de Girona (Dominique Billy) - Deux albas
catalanes anonymes du XIVe siècle (Anna Alberni)
- L'influence de la culture arabe sur le lexique de l'ancien
occitan, en particulier dans le domaine musical (Peter
T. Ricketts)
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"Intavulare".
Tavole di canzonieri romanzi (serie coordinata da Anna
Ferrari), III Canzonieri italiani, 1. Biblioteca
Apostolica Vaticana, Ch (Chig. L. VIII.
305), a cura di Giovanni Borriero, Città del Vaticano,
Biblioteca Apostolica Vaticana, 2006 ("Studi e testi", 431).
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ISBN 88-210-0792-8, pp. XVI,
591, 21 tavole ft, 60 euro
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SOMMARIO
Premessa di Raffaele Farina,
S.D.B. - Presentazione di Anna Ferrari - Introduzione di
Anna Ferrari - Nota del curatore
Istruzioni per l'uso delle Tavole dei
canzonieri italiani
Canzoniere italiano Ch (BAV, Chig. L.
VIII. 305). Opere citate in forma abbreviata
- Manoscritti e stampe citati in forma abbreviata - Sigle
utilizzate nella letteratura critica per Chig. L. VIII.
305 - Sigle distintive degli autori e dei destinatari
Descrizione. I. Descrizione esterna
- II. Fascicolazione - III. Mise en page e presentazione
grafica dei componimenti poetici e del prosimetro - Bibliografia
- Istruzioni particolari
Indici. I. Indice dei componimenti
lirici (per ordine di presenza) - II. Indice sommario degli
autori e dei destinatari (per ordine di presenza) - III.
Indice alfabetico degli autori e dei destinatari - IV. Indice
incipitario alfabetico - V. Indice dei componimenti non
lirici, dei testi in prosa e dei testi misti di prosa e
versi (per ordine di presenza) - VI. Indice critico-bibliografico
Appendici. 1. I sonetti anonimi/adespoti
- 2. I sonetti ripetuti - 3. Ch 189 e Ch 511 - 4. Tavola
riassuntiva dei nomi degli autori e dei destinatari nel
ms. e nelle edizioni di riferimento dell'"Indice VI"
Elenco delle
Figure (riproduzioni fotografiche) - Figure (riproduzioni
fotografiche)
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Segnalazioni
librarie del 2006
Segnalazioni
librarie del 2005
Segnalazioni
librarie del 2004
Segnalazioni
librarie del 2003
Segnalazioni
librarie del 2001 e 2002
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