| Novità
librarie di interesse filologico (quanti desiderano
che venga qui segnalata la pubblicazione di testi di rilevanza scientifica possono
inviare una e-mail alla redazione del sito all'indirizzo sifr@sifr.it) 2004
Maria
di Francia, Il Purgatorio di san Patrizio, Edizione critica, traduzione
e commento a cura di Sonia Maura Barillari, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2004
(Gli Orsatti. Testi per un Altro Medioevo, 17).
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| ISBN 88-7694-708-6,
pp. 348, 17,00 euro |
«Che gran cosa il Purgatorio»
ebbe modo di esclamare santa Caterina da Genova. E che fosse una «gran cosa»
dovettero ben comprenderlo i teologi del XIII secolo a cui toccò il compito
di sistematizzarne il profilo dal punto di vista del dogma. Con un certo imbarazzo,
però, trovandosi essi di fronte a una credenza pressoché priva di
fondamenti scritturali e profondamente permeata dall'immaginario folclorico. Ma
la "logica" del Purgatorio aveva in fondo già vinto la sua battaglia
da un pezzo, insediandosi nell'intimo di una coscienza "popolare" che
non riusciva ad accettare una distinzione troppo netta tra salvati e dannati in
perpetuo. E concepiva alte frontiere poste a dividere i mondi terreno, celeste
e ctonio come labili, permeabili, mobili. Un contributo decisivo all'affermazione
di una concezione "tripartita" dell'aldilà si deve al Tractatus
de Purgatorio sancti Patricii, testo composto fra 1179 e il 1185 che narra
l'avventura oltremondana vissuta da Owein nel Purgatono di san Patrizio. All'opera
arrise un ragguardevole favore di pubblico, comprovato da una folta tradizione
manoscritta e dai numerosissimi volgarizzamenti. Fra questi il più precoce
fu, con buona probabilità, quello antico-francese siglato da Maria di Francia
di cui qui si propone il testo criticamente riveduto, tradotto e commentato. |
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Religiosità
e culture. Segni e percorsi della devozione popolare. Atti della giornata
di studio, Ovada, Loggia di San Sebastiano, 22 Giugno 2002, a cura di Sonia
Maura Barillari, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2004 («L'immagine riflessa
/ Quaderni, 7»), .
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ISBN 88-7694-774-4, pp. 222, 16,00 euro
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INDICE. Sonia Maura Barillari, Il Purgatorio di san Patrizio
e i fenomeni di lunga durata. Introduzione - Lauro Magnani, Distanza
e continuitàin un tentativo di ricerca. Santuario, immagine, devozione
- Eugenio Burgio, Il Volto Santo di Lucca e una «fabula» agiografica
- Marco Piccat, «Il ny a mais que le Suaire
» (Troyes
1482): la Sindone in scena - Paolo Giardelli, Origine, trasformazione e
affermazione della devozione: un caso emblematico, il Mandylion di Edessa
- Giovanni Meriana, La pittura votiva in Liguria - Anna Costantini,
Le "antiche immagini": riutilizzo dell'iconografia mariana in alcuni
santuari liguri negli anni ottanta del XVI secolo - Laura Borello, Lo studio
delle immaginette sacre in Italia. Lo stato degli studi e proposte di ricerca
- Febo Guizzi, Pifferate, spari e preghiere: le musiche delle Milizie ossolane
tra devozione e apparato militare - Alberto Borghini, Nodo di Eracle e
ritualità matrimoniali. Proiezioni mitologico-religiose di un fatto di
folklore nella cultura antica. |
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Ausiàs
March, Páginas del Cancionero, introducción, edición
y notas de Costanzo Di Girolamo, traducción de José María
Micó, Madrid - Buenos Aires - Valencia, Editorial Pre-textos, 2004 (Colección
La Cruz del Sur).
| | ISBN
84-8191-624-2, pp. 540, 28,00 euro |
Ausiàs March dio un vuelco a la
larga herencia de los trovadores, porque no estaba especialmente interesado en
demostrar su fidelidad a una rica tradición poética, sino que por
encima de todo pretendía hablar de las pasiones extremas que lo atormentaban
precisamente a él, un hombre valenciano del siglo XV para quien el amor
y la muerte no eran tan sólo temas literarios, sino causa y efecto de la
misma vida. A pesar de su formación y de la nada desdeñable cultura
que se trasluce en muchos de sus poemas, consiguió su propósito
con una lengua de asombrosa dureza y efectividad, eco indudable de su angustia
ante la muerte, de su perplejidad ante Dios y de su experiencia del amor carnal,
siempre abrumado por la imposible satisfacción del deseo: «La carne
quiere carne, y no hay remedio». La más alta filología
de Costanzo Di Girolamo y la capacidad traductora y poética de José
María Micó, unidas en este volumen singular, aseguran a March el
lugar preeminente que le corresponde entre los poetas clásicos de Europa
y nos lo ofrecen como fue, auténtico y cercano en su complejidad, para
ser al fin, como también merece, un poeta de hoy. (Francisco Rico) |
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Il
volume è una versione ampliata e riveduta sia nel testo sia nel commento
dellantologia Pagine del Canzoniere, a cura di Costanzo Di Girolamo,
Milano-Trento, Luni, 1998 (Biblioteca medievale, 7), rispetto alla quale contiene
otto testi in più (in tutto 53, dei 129 che compongono lopera di
March). La traduzione di José María Micó, poeta e specialista
del Siglo de Oro, è in endecasillabi sciolti. ÍNDICE.
Introducción (pp. 7-59) - Nota informativa (pp. 61-81) -
Nota del traductor (pp. 83-87) - Páginas de Cancionero (pp.
89-381) - Bibliografía (pp. 383-398) - Notas a los poemas
(pp. 399-529) - Índice de primeros versos y tabla de concordancia
(pp. 531-532). | 
Mariantonia
Liborio - Andrea Giannetti, Letteratura provenzale medievale. Antologia di
testi, Roma, Carocci, 2004
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ISBN 88-430-3169-4, pp. 256, 19,20 euro
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Il volume propone una scelta antologica della produzione letteraria
medievale in lingua d´oc lungo un percorso di quasi cinque secoli (X-XIV).
Parte dalla fase di formazione della lingua letteraria dei primi "monumenti",
attraverso la grande stagione della lirica trobadorica e della successiva codificazione
della "norma" in epoca tarda (trattatistica cortese), per giungere alle diverse
forme assunte dall´"eccezione narrativa" (epica e romanzo). L'originalità dell´antologia
- destinata non solo agli studenti, ma anche alla persona colta e curiosa che
voglia ripercorrere le origini della lirica non solo romanza, inserendola nella
complessa realtà letteraria di cui è parte - è costituita proprio dalla presenza
delle varie forme letterarie provenzali. L'invenzione della lirica moderna avviene
nel Sud della Francia, nella voce dei suoi poeti, con la fissazione del canone
della poesia d´amore. Imitata e poi rielaborata narrativamente nei romanzi e nei
lais, la lirica provenzale ha influenzato quasi tutta la successiva produzione
medievale europea: dal primo cenacolo poetico siciliano a Dante e Petrarca, fino
al Minnesang tedesco. La "gaia scienza" dei trovatori ha avuto cultori appassionati
da Elliot a Pound e ancora oggi gli echi dei versi di Bernart de Ventadorn o di
Arnaut Daniel e della loro perizia formale risuonano nella voce dei poeti. |
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| ÍNDICE.
Premessa, di Mariantonia Liborio - Introduzione, di Andrea Giannetti
- La tradizione letteraria - Ortografia e norme di lettura - 1.
I più antichi testi letterari - Boeci -Sancta Fides d´Agen
- 2. I trovatori - Guilhem de Peitieu - Jaufre Rudel -Marcabru
- Bernart Marti -Peire d´Alvernha -Raimbaut D´Aurenga
-Bernart de Ventadorn -Giraut de Bornelh -Folquet de Marselha
-Arnaut Daniel -Bertran de Born - Raimbaut de Vaqueiras -
Bordello -Bonifacio Calvo -Lanfranco Cigala -Peire Cardenal
- Guiraut Riquier - 3. Le trovatrici - Azalais de Porcairagues
- Comtessa de Dia - 4. Prove di storia letteraria -Vidas
-Razos - 5. L'eccezione narrativa - L'epica - Il romanzo
- 6. Testi didattici - Garin Lo Brun - Arnaut Guilhem de Marsan
- 7. La tecnica letteraria - Raimon Vidal de Besalù -
Donat proensal - Leys d´amors - Riferimenti bibliografici.
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Francesco
Benozzo, Landscape Perception in Early Celtic Literature, Aberystwyth-Oakville,
Celtic Studies Publications, 2004
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ISBN 1-891271-11-3, pp. XVI + 272, 19,95
sterling pound |
In questo volume vengono analizzati i
modi della percezione del paesaggio nella letteratura celtica antica di area irlandese
e gallese, con un'attenzione particolare alle altre coeve letterature europee,
ivi incluse quella antico-francese, occitana e casigliana. Dopo una Introduzione,
la prima parte ("Irish Landscapes") analizza tre testi del medioevo irlandese,
l'Immram Brain, il Buile Suibhne e le Dindsenchas, mettendo
in evidenza da un lato la peculiarità celtica della cosiddetta "semantica dello
spazio" e dall'altro le connessioni con le tradizioni romanzesche e liriche continentali.
La seconda parte ("Welsh Landscapes") riguarda invece il medioevo gallese, con
un'attenzione specifica sugli Englynion gnomico-sapienziali, sul Cad
Goddau e sul Sogno di Maxen: le dinamiche percettive del mondo circostante
sono qui analizzate con riferimento alle strutture poetiche e narrative. L'ultima
parte ("Crossings") è di natura strettamente comparativa, e si concentra sull'epica
europea (chansons de geste, cantares, Nibelungenlied, epica anglosassone,
epica celtica) mettendone in evidenza la particolare fenomenologia percettiva
nei confronti dei paesaggi. |
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Il volume,
pubblicato nella prestigiosa collana "Celtic Studies Publications" (che fa capo
alla University of Wales e alla Harvard University), è acquistabile presso l'editore
stesso (Celtic Studies Publications, Centre for Advanced Welsh anc Celtic Studies,
Aberystwyth, Ceredigion SY23 3HH, Wales, UK, e-mail: john.koch@cymru.ac.uk),
ovvero presso l'autore (Francesco Benozzo, Via Resistenza 50, 41100 Modena, e-mail:
benozzo.f@libero.it). |

Guillem
de Torroella, La favola, a cura di Anna Maria Compagna, Roma, Carocci,
2004 (Biblioteca medievale, 94).
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ISBN 88-430-3217-8, pp. 160, 15,40 euro
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Vissuto probabilmente fra il 1350 e il 1375, Guillem de Torroella
appartenne a quel gruppo della nobiltà maiorchina che fu coinvolto nel crollo
del regno autonomo, reintegrato nella corona catalano-aragonese. Con il racconto
in versi che qui pubblichiamo, La faula, egli sembra rifugiarsi nel mondo
della letteratura per trovare nell'immaginario collettivo i valori di cui ha bisogno
per portare avanti la propria causa; si tratta in ogni caso di un testo famoso,
se nel secolo XV il suo titolo, quasi come un predicato nobiliare, serve a identificare
un ramo della famiglia Torroella. Il racconto costituisce una sorta di prosecuzione
della Mort Artu: alla letteratura catalana, dunque, va il merito di continuare,
oltre alla poesia trobadorica, anche, per certi versi, il romanzo cortese. L'autore
narra come gli sia capitato di arrivare in maniera magica e misteriosa nell'isola
dove ha trovato rifugio Artù dopo la battaglia di Salisbury. E' il re bretone
in persona a raccontare nella sua lingua gli avvenimenti successivi alla Mort
Artu e ad affidare all'autore un messaggio da riportare ai maiorchini perché
non perdano fiducia nella loro causa. Il testo è quindi bilingue: l'autore si
serve del catalano-provenzale (proprio della poesia catalana dell'epoca) ma anche
di una lingua che potremmo definire francese catalanizzato quando riferisce i
discorsi dei personaggi "francesi" della storia (la serpe, Morgana e Artù). |
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| INDICE.
1. Introduzione / Un testo famoso / L'autore / Il contenuto / La tradizione
/ La produzione / Il genere / L'ambiente / Il francese / Il significato / La funzione
/ Circolazione e ricezione / L'attualizzazione - 2. Nota informativa /
I manoscritti / Le edizioni - 3. La faula/La favola - Bibliografia. |

Alvaro
Barbieri, Dal viaggio al libro. Studi sul Milione, presentazione di Anna
Maria Babbi, Fiorini, Verona, 2004 («Medioevi»).
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| ISBN 88-87082-34-0,
pp. 309, 28,00 euro |
Stratificato e sfuggente, diffratto nella
molteplicità caleidoscopica delle sue attestazioni manoscritte e situato al crocevia
di generi diversi, il Milione si è imposto come testo paradigmatico nell'immaginario
e nella cultura occidentali. Per i lettori comuni, il libro di Marco Polo rappresenta
la relazione di viaggio par excellence; per i romanisti, è una delle grandi
prose in volgare del XIII secolo; per gli studiosi di ecdotica, assume rilievo
esemplare come 'caso' particolarmente complesso; per gli orientalisti, costituisce
una preziosa fonte storica sull'Impero dei Mongoli e le Indie; per gli antropologi
e gli storici delle religioni, infine, si configura come un serbatoio di informazioni
sulle usanze sociali, le credenze religiose e le pratiche devozionali delle genti
asiatiche. I saggi poliani qui raccolti si aggregano attorno a due centri di interesse:
il problema filologico (tempi e modalità della stesura primitiva, proposte stemmatiche,
storia della tradizione) e la materia etnografica (percezione e addomesticamento
dell'Altro, antitesi endotico vs esotico, categorizzazione delle diversità orientali).
La riflessione tocca anche altri temi statutari dell'identità culturale e letteraria
del Milione, quali l'ibridismo linguistico, la contaminazione di modelli
e registri, l'intreccio di realia ed elementi libreschi nella descrizione
dell'Altrove, l'irrequietezza della facies testuale nell'attività rielaborativa
di copisti, traduttori e rimaneggiatori. |
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Università
di Napoli «L'Orientale» - Dipartimento di Studi Comparati - Fondazione
Ezio Franceschini - Archivio Gianfranco Contini, Riuscire postcrociani senza
essere anticrociani. Gianfranco Contini e gli studi letterari del secondo Novecento,
Atti del convegno di studio (Napoli 2-4 dicembre 2002), a cura di Angelo R. Pupino,
Firenze, Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini, 2004.
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| ISBN 88-8450-127-X, pp.
VIII-331, 46,00 euro |
INDICE. A. R. Pupino, Prefazione
- R. Antonelli, Se si legga ancora la Divina Commedia. Dante da Croce a Contini
- A. Asor Rosa, Contini e il problema della storia - O. Besomi, Contini
e il Ticino - L. Blasucci, Su Contini leopardista - F. Contorbia, Eusebio,
Trabucco e l'ombra di Croce - F. Curi, Croce, Serra, Contini - G. Da
Pozzo, Struttura e sistema: storia dei termini in Croce e Contini - D.
Della Terza, Contini e Croce - G. Galasso, Il sistema di Croce e la
lettura di Contini - F. Gavazzeni, Critica (delle varianti) e filologia
(come ecdotica) in Gianfranco Contini - G. Gorni, Letteratura dell'Italia
unita e letteratura della nuova Italia - M. Guglielminetti, Informazioni
per i lettori forestieri - D. Isella, Contini e le arti figurative
- G. Lucchini, Contini e la scelta degli scritti desanctisiani - N. Minissi,
Dalla critica postcrociana alla critica neostorica - S. Pautasso, Contini
antologista fra Italie magique e Italia magica - A. R. Pupino, Come Contini
leggeva D'Annunzio (attraversando Croce) - S. Ramat, Diligenza e voluttà:
una confessione all'aperto - C. Segre, Contini, Croce e la critica degli
scartafacci - A. Varvaro, Gianfranco Contini e l'antico-francese. |
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Folquet
de Lunel, Le poesie e il romanzo della vita mondana, a cura di Giuseppe
Tavani, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2004.
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ISBN 88-7694-755-8, 10,00 euro |
Folquet
de Lunel, trovatore provenzale attivo, negli ultimi decenni del secolo XIII, soprattutto
alla corte comitale di Rodez, ma anche, sia pure per brevi periodi, a quelle dell'infante
Peire d'Aragona-Catalogna e di Alfonso X di Castiglia, è autore - oltre che di
un sirventese in favore del re castigliano e di due partimens con Guiraut
Riquier - di canzoni sia profane che mariane, e del cosiddetto Romans de mondana
vida, impietosa esposizione dei vizi e dei difetti della società del suo tempo.
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"Estado
el jardín en flor...". Homenaje a Stefano Arata, numero speciale
della rivista «Criticón», 87 / 88 / 89, 2003.
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| ISBN 2-85816-718-4, pp.
942, 51,00 euro |
Questo numero speciale della rivista «Criticón»
raccoglie i saggi in onore di Stefano Arata. Come si legge in una delle pagine
di apertura: «A Criticón y a Toulouse les tenía mucho apego Stefano
Arata. La Revista había acogido, además de los largas reseñas suyas, la edición
íntegra de su magno descubrimiento "cervantino": la Comedia de la conquista
de Jerusalén por Godofre de Bullón. En la Universidad del Mirail había sido
profesor invitado en 1993 y había partecipado, en 1998, en el coloquio sobre El
espacio y sus representaciones en el teatro español del Siglo de Oro. Y por
la Ciudad Rosa pasaba frecuentemente su camino terrestre desde la Italia de sus
albores hacia la España de sus labores y de sus amores. Era, pues, cosa natural,
Stefano, que desde Toulouse y desde Criticón se alzara "la voz a ti debida".
Voz de quienes te amaron y te admiraron; voz nacida del esfuerzo conjunto de tus
amigos y de las ayudas particulares que supieron granjear en sus respectivos centros
Fausta Antonucci, Patrizia Botta, Enrica Cancelliere, Norbert von Prellwitz, Maria
Grazia Profeti y Maria Caterina Ruta; voz, en fin, ofrecida hoy a Giovanna y a
Franco, tus amantes padres, y a Laura, cara hermana». |
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La
filologia romanza oggi. Atti della Giornata di Studio in onore di Aurelio Roncaglia,
a cura di Patrizia Paradisi e Cecilia Robustelli, Modena, Mucchi editore, 2004. |
| ISBN 88-7000-403-1, pp.
XI+167, senza indicazione di prezzo |
INDICE. Premessa - Svolgimento
della giornata - Carlo Azeglio Ciampi, Messaggio del Presidente della Repubblica
- Giuliano Barbolini, Saluto del Sindaco di Modena - Ferdinando Taddei,
Saluto del Presidente dell'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di
Modena - Cecilia Robustelli, Saluto della Facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università di Modena e Reggio Emilia - Ernesta Milano, Relazione
introduttiva del Direttore della Biblioteca Estense Universitaria di Modena
- Giuseppe Tavani, Profilo biobibliografico di Aurelio Roncaglia - Daniela
Goldin Folena, Roncaglia e le "origini" - Madeleine Tyssens,
Aurelio Roncaglia e la cultura europea medievale - Elio Melli, Aurelio
Roncaglia e l'Introduzione a Mimesis (1956) - Elsa Gonçalves,
Aurelio Roncaglia: un modo di essere filologo - Luciano Formisano, Aurelio
Roncaglia ispanista - Saverio Guida, Aurelio Roncaglia editore di testi
romanzi - Fabio Marri, Roncaglia e Muratori - Patrizia Paradisi, Aurelio
Roncaglia e il Liceo Muratori - Appendice - Aurelio Roncaglia, Ricordi
(con troppi omissis) d'un allievo degli anni 1927-1935 - Aurelio Roncaglia,
Ludovico Antonio Muratori e le origini dell'Europa - Walter Pedullà,
Sulle scale della Facoltà - Alfredo Stussi, Ricordi di Aurelio
- Maria Ana Ramos, Aurelio. Un ricordo - Iskra Arnaudova, Intervista
ad Aurelio Roncaglia - Indice dei nomi. |
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Chrétien
de Troyes - Godefroi de Leigni, Il cavaliere della carretta (Lancillotto),
a cura di Pietro G. Beltrami, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2004 (Gli Orsatti.
Testi per un Altro Medioevo, 23). | | ISBN
88-7694-764-7, pp. 427, 19,00 euro |
La regina Ginevra è rapita dal
figlio del re del paese da cui nessuno ritorna; un cavaliere misterioso, che accetta
per lei di salire sulla carretta dei condannati, supera tutte le prove e sconfigge
l'avversario: è Lancillotto, si scopre strada facendo, colui che l'ama
tanto che per lei sa compiere le imprese più difficili e accettare con
la stessa disinvoltura l'onore e la vergogna. Scritto intorno al 1180 da un
grande autore della cui persona non si sa nulla e da un suo più umile collaboratore,
Il cavaliere della carretta è il primo romanzo che ci parla della
storia poi tanto famosa di Lancillotto e Ginevra, nello scenario magico di foreste
ricche di avventure e di corti scintillanti di raffinatezza, quelle del primo
pubblico che le ascoltò. Composto in ottosillabi a rima baciata, era infatti destinato
alla lettura ad alta voce, e dal suo ritmo poetico trae buona parte del suo fascino,
oltre che dall'ironia della scrittura. La traduzione tenta la scommessa di
riprodurre il ritmo dell'originale rifacendolo nella stessa forma metrica, inseguendo
anche la fedeltà alla lettera e alla lingua piana e colloquiale di Chrétien;
il testo francese a fronte è stato riesaminato criticamente sui manoscritti
a partire dall'edizione della Pléiade curata da Daniel Poirion, cui sono
stati apportati numerosi emendamenti. |
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L'Io
lirico: Francesco Petrarca. Radiografia dei Rerum vulgarium fragmenta,
numero monografico di «Critica del testo», VI / 1, 2003. |
| ISBN 88-8334-124-4,
pp. X-662, 29,00 euro | |
Il volume propone una riflessione organica,
articolata in due sezioni (I. Il libro e la sua tradizione; II. Gli
Auctores e il testo), sul Canzoniere di Francesco Petrarca, la maggiore
opera lirica europea, negli ultimi anni oggetto di numerose e notevoli rivisitazioni
critiche e scoperte. Nella Radiografia sono toccati alcuni dei nodi più
vivi e problematici dei Rerum vulgarium fragmenta soprattutto rispetto
al dibattito e agli studi più recenti. La collocazione all'interno di una
più articolata ed ampia ricerca tentata con il volume dedicato Alle
origini dell'Io lirico: Cavalcanti o dell'interiorità (2001) e proseguita
con Tra dispersione e riconoscimento: l'Io lirico nella contemporaneità
(2002) garantisce ulteriormente la chiarezza e il senso del quadro complessivo
e insieme l'originalità della prospettiva. È infatti la prima volta
che si tenta un'analisi diacronica di "lunga durata" dedicata esclusivamente
all'Io lirico e centrata infine sul testo che chiude un'epoca, quella medievale,
e ne inaugura un'altra, quella moderna, con effetti perduranti ancora oggi. Il
Canzoniere petrarchesco ne risulta arricchito non solo sul piano storico-culturale,
ma anche, e decisivamente, su quello immediatamente critico-estetico. |
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| Interventi
di R. Antonelli, R. Bettarini, C. Bologna, G. Brugnoli, F. Brugnolo, P. Canettieri,
N. Cannata, M. L. Cerrón Puga, P. Cherchi, G. Desideri, A. P. Fuksas, L.
Leonardi, R. Lokaj, L. Marcozzi, R. Mercuri, M. A. Passarelli, M. Picone, M. Praloran,
C. Pulsoni, A. Punzi, F. Rico, E. Sanguineti, M. S. Sapegno, C. Segre, M. Signorini,
N. Tonelli, M. Vitale, A. Zanzotto, L. Zuliani. | 
Adam
de la Halle, Teatro. La commedia di Robin e Marion. La Pergola, a cura
di Rosanna Brusegan, Venezia, Marsilio, 2004 (Letteratura universale Marsilio,
I fiori blu, Collana di classici francesi). | |
ISBN 88-317-8050-6, pp. 472, 28,00 euro
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La storia del teatro europeo non può prescindere da Adam de la Halle e dalle sue
opere teatrali, fra le prime commedie in lingua volgare della Francia medievale,
di cui ci restano pochi testimoni. Dramma borghese perfettamente maturo La
Pergola, che col suo straordinario mélange di meraviglioso e di realismo anticipa
il teatro di Shakespeare e dove trovano espressione i fantasmi, le contraddizioni,
i miti dell’autore sedotto dalla libertà creatrice che offre la maschera della
follia, in particolare quella infernale di Hellequin, in assoluto la prima testimonianza
teatrale di Arlecchino. Precursore della comédie-ballet e della pastorale
drammatica La commedia di Robin e Marion, che ripropone la dialettica tra
realismo e cortesia valorizzando la soluzione aristocratica e dove viene rappresentato
un mondo che mostra già in atto tutti i segni della fine del XIII secolo.
Completa il volume una nuova edizione del Jus du Pelerin. |
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Blandin
di Cornovaglia, a cura di Sabrina Galano, Alessandria, Edizioni dell'Orso,
2004 (Gli Orsatti. Testi per un Altro Medioevo, 19). |
| ISBN 88-7694-749-3, pp.
225, 12,00 euro | |
Ispirati dalle prodezze cavalleresche dei
mitici eroi bretoni della corte di re Artù, due giovani ed 'intraprendenti' cavalieri,
Blandin e Guilhot, decidono di lasciare le loro case in cerca di avventure meravigliose.
Alla ricerca della tanto agognata 'avventura', si intrecciano situazioni, figure
e personaggi puramente fantastici che inducono il lettore a chiedersi se questo
breve componimento non appartenga in realtà al mondo della favola piuttosto che
a quello del romanzo. Il tono ironico che pervade il testo, tipico della narrativa
occitana, conferisce all'opera anche la parvenza di sottile gioco letterario.
Infine la tecnica di composizione, l'utilizzo preponderante di formule, fanno
supporre un'elaborazione orale del testo, tradendo la volontà dell'autore di creare
un'opera dal tono più popolare, allo stesso tempo tradizionale e nuova e soprattutto
perfettamente fruibile da parte di una platea non elitaria. Il Blandin de Cornoalha
può dirsi un'opera poliedrica ed è nella sua natura così ambigua che risiede l'importanza
di questo breve romanzo del XIV secolo. |
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Alberto
Varvaro, Identità linguistiche e letterarie nell'Europa romanza,
Roma, Salerno Editrice, 2004. | | ISBN
88-8402-446-3, pp. XVII+813, euro 74,00 | |
Nel corso della sua intensa attività
di docente e di studioso, Alberto Varvaro ha indagato, con un rigore metodologico
e unoriginalità critica fuori dal comune, le tradizioni linguistiche
e letterarie del mondo romanzo, soprattutto di età medievale: una selezione
dei suoi scritti rappresentativa, per quanto è possibile, della
pluralità dinteressi dellautore viene ora riproposta
in un unico volume, completo di Indici analitici e di Bibliografia. Questa
iniziativa, nata come omaggio allautore in occasione dei suoi settantanni,
offre la possibilità di accedere a testi dispersi e talora scarsamente
reperibili, e di ripercorrere alcuni momenti significativi nellitinerario
intellettuale di uno dei maggiori filologi contemporanei. Un itinerario di grande
ricchezza e vivacità, che spazia dalla genesi delle lingue romanze alla
storia linguistica della Sicilia e dellItalia meridionale, alle vicende
del maltese e del giudeo-spagnolo; dallelaborazione e fruizione di testi
epici, lirici e narrativi di area iberica, francese e italiana ai temi folclorici
che in essi saltuariamente affiorano, fino ai problemi cruciali nella critica
del testo, il lavoro del copista, il concetto stesso di autore di un testo medievale.
Il tutto condito da una continua attenzione al contesto, cioè alla storia,
sociale e culturale, del tempo e dellambiente in cui i testi vengono prodotti
e utilizzati, e da unistintiva diffidenza per le idées reçues,
per i luoghi comuni del sapere linguistico, letterario e filologico, che spesso
ottundono la nostra capacità di comprensione del reale. |
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Dansas
provenzali del XIII secolo. Appunti di genere ed edizione critica, a cura
di Anna Radaelli, Firenze, Alinea Editrice, 2004 (CARREFOURS / MEDIOEVO Testi
& Ricerca / Textes & Recherche, collana diretta da Lucia Lazzerini e Simonetta
Mazzoni Peruzzi, 1). | | |
Nel
penultimo quarto del Duecento le canzoncine da ballo cortigiane conobbero un'improvvisa
celebrità. Questo piccolo corpus di dansas dai toni lievi e disimpegnati
rappresenta il repertorio di intrattenimento melico e coreico più in voga nelle
corti del tardo trobar provenzale. Le modalità strofiche e melodiche della
tradizione occitanica furono aggiornate con le più moderne forme à refrain
d'oïl che in quegli anni stavano entrando a far parte delle raccolte liriche
di Adam de la Halle, Guillaume d'Amiens e Jeannot de l'Escurel. Dalla vaghezza
dell'anonimia esce invece in primo piano un solo trovatore della collezione provenzale:
è Guiraut d'Espanha, cantore alla corte di Carlo I d'Angiò e della sua consorte
Beatrice. Il successo delle danze cortesi di Provenza, subitaneo e vivace, sopravvisse
nei concorsi letterari dell'Accademia Tolosana, e perdurò per buona parte del
XIV secolo con la propagazione nella Penisola Iberica, dove la dansa e
le altre forme a refram furono ampiamente coltivate. Ma la freschezza e
la levità delle dansas provenzali ducentesche non furono più eguagliate. |
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"INTAVULARE".
Tavole di canzonieri romanzi (serie coordinata da Anna Ferrari). I. Canzonieri
provenzali. 4. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana. P (plut. 41. 42),
a cura di Giuseppe Noto, Modena, Mucchi Editore, 2003. |
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Il volume offre una descrizione codicologica
e paleografica del canzoniere provenzale P, soffermandosi nel contempo sulla sua
storia esterna e sul suo contenuto testuale. Com'è proprio della serie "INTAVULARE",
vengono inoltre forniti una Bibliografia e cinque Indici (I. Indice
dei componimenti per ordine di presenza nel manoscritto; II. Indice sommario degli
autori per ordine di presenza nel manoscritto; III. Indice alfabetico degli autori;
IV. Indice incipitario alfabetico; V. Indice delle vidas e delle razos).
Corredano il volume 19 riproduzioni fotografiche di ff. del manoscritto. |
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Mira
Mocan, I pensieri del cuore. Per la semantica del provenzale cossirar,
Roma, Bagatto Libri, 2004. | | |
I
pensieri del cuore ricostruisce, sulla base di una classificazione analitica
di tutte le attestazioni presenti nel corpus occitanico, la storia semantica
di cossirar, termine rilevante per la lirica e l'ideologia trobadoriche.
Il libro esamina la continuità di significato della parola, ma anche le fratture
e gli scarti rispetto alle valenze assunte dall'etimo considerare nella
tradizione cistercense e vittorina. Sono così individuate le costellazioni metaforiche
e i sistemi figurali che determinano l'evoluzione semantica del vocabolo, e delineano
la storia di un'idea: quella del pensiero contemplativo e ascensionale che, mentre
"guarda verso il cielo", ritrova un superiore accordo con gli astri diventando,
così, "stellare". In questa più ampia cornice metaforica il provenzale cossirar
acquista una forte carica affettiva dolorosa, in quanto attività di pensiero che
si colloca nello spazio figurale più proprio dell'interiorità, il cuore. La sua
vicenda semantica si costituisce, in questo modo, come un importante modello per
il processo di interiorizzazione dell'esperienza, amorosa e lirica. |
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Crociate.
Testi storici e poetici, a cura di Gioia Zaganelli, Milano, Mondadori, 2004
(I Meridiani: Classici dello Spirito). | |
ISBN 88-045-2372-7, pp. LXXVI-1925, 49,00 euro
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Le Crociate, spedizioni condotte tra il secolo
XI e il XIII dai cristiani d'Occidente per strappare la Terrasanta al dominio
degli "infedeli" musulmani, costituiscono il terreno dello scontro profondissimo
tra due religioni e due civiltà. Il movimento crociato, originatosi sotto
la spinta della chiesa nel clima di rinnovamento spirituale diffuso in Europa
dopo il Mille, ha avuto alla sua base anche ragioni sociali, economiche e politiche:
coinvolgendo privati cittadini e monaci, papi e vescovi, ha visto la creazione
di regni latini in Oriente e la nascita di ordini religiosi appositamente dedicati
alla difesa del Santo Sepolcro. Il volume raccoglie dieci testi sulle prime quattro
crociate, le più significative a testimoniare quanto profondamente il fenomeno
Crociate abbia segnato un'epoca, e offre al lettore una storia progressiva del
periodo compreso tra il 1096 e il 1207. A testi di carattere schiettamente storiografico,
resoconti di prima mano di testimoni che hanno personalmente partecipato agli
eventi, militari o politici, nel volume si affiancano due testi poetici con originale
in antico-francese a fronte, che celebrano in forma epica la conquista di Antiochia
e di Gerusalemme (tappe fondamentali della prima crociata) e che costituiscono
la conferma più vistosa dell'impressione profonda prodotta nel mondo medievale
dal movimento crociato. |
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| INDICE. Introduzione
generale, di Gioia Zaganelli - Nota all'edizione - La prima crociata nell'epos
e nella cronaca: "La Canzone di Antiochia", a cura di Gioia Zaganelli
- "La Canzone di Gerusalemme", a cura di Nora Tigges Mazzone
- "Gesta dei Franchi e degli altri pellegrini a Gerusalemme",
a cura di Gioia Zaganelli - La fondazione del Regno di Gerusalemme: Fulcherio
di Chartres, "Storia gerosolimitana", a cura di Cristina Nardella
- La reazione del mondo islamico, la seconda crociata e l'ascesa di Saladino:
Oddone di Deuil, "La spedizione di Luigi VII in Oriente", a cura
di Eugenio Burgio - Guglielmo di Tiro, "Cronaca", a cura di Eugenio
Burgio - La perdita di Gerusalemme e la terza crociata: "Libello sulla
conquista della Terrasanta a opera di Saladino", a cura di Alvaro Barbieri
- "L'itinerario dei pellegrini e le imprese di re Riccardo",
a cura di Alvaro Barbieri - La quarta crociata, ovvero la crociata deviata:
Roberto di Clari, "La conquista di Costantinopoli", a cura di Alvaro
Barbieri - Goffredo di Villehardouin, La conquista di Costantinopoli, Traduzione
di Fausta Garavini. Introduzione e note di Alvaro Barbieri; Glossario,
a cura di Alvaro Barbieri ed Eugenio Burgio - Cartine - Bibliografia,
a cura di Eugenio Burgio - Indici, a cura di Alvaro Barbieri ed Eugenio
Burgio. | 
Le
nozze del sole. Canti vecchi e colinde romene, a cura di Dan Cepraga, Lorenzo
Renzi, Renata Sperandio, Roma, Carocci, 2004. | |
ISBN 88-430-2940-1, pp. 252, 17,60 euro
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La poesia popolare romena può riservare
al lettore occidentale la vertigine della scoperta di un mondo Altro, un universo
culturale arcaico e al tempo stesso complesso. Pasolini aveva voluto colinde e
altri canti romeni nella colonna sonora del suo Edipo re: gli sembravano
testimonianze di un mondo ancestrale e fuori dalla storia, musica in- definibile,
«la musica del mito della terra». Mircea Eliade ha visto nel folclore
della Romania una prova concreta della sopravvivenza nell'Europa moderna di immagini,
temi e credenze religiose antichissime, che rimandano ad un patrimonio mitico
tradizionale e precristiano. Nelle colinde e nei canti vecchi - alcuni dei quali
pubblicati qui per la prima volta in Italia - si celebrano grandi miti arcaici,
quali le nozze incestuose fra il Sole e la Luna o il sacrificio di fondazione
di Mastro Manole, ma anche temi epico-eroici legati all'immaginario feudale e
cavalleresco o fosche storie iniziatiche, come nella "colinda dei cervi",
dalla quale Béla Bartók ha tratto nel 1930 la sua famosa Cantata
profana. |
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| INDICE. Introduzione
- Nota informativa - 1. Canti vecchi - Il Sole e la Luna - Miorita - Mastro Manole
- La ragazza selvaggia - La figlia del Cadì - Antofita - Toma Alimos -
Corbea - Constantin Brîncoveanu - 2. Colinde - La scena del rito - La caccia
rituale - La conquista della sposa - Nove fratelli tramutati in cervi - La creazione
del mondo - L'albero buono e l'albero malvagio - Il suicidio della santa - Il
grano, il vino e l'olio santo - Bibliografia. | 
Pio
Rajna, Due scritti inediti. Le leggende epiche dei longobardi. Storia del romanzo
cavalleresco in Italia, a cura di Patrizia Gasparini, Premessa di Luciano
Formisano, Roma, Salerno Editrice, 2004. | |
ISBN 88-8402-425-0, pp. 676, 62,00 euro |
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Scène,
évolution, sort de la langue et de la littérature d'oc. Actes
du Septième Congrès International de l'Association International
d'Études Occitanes, Reggio Calabria-Messina, 7-13 juillet 2002, Publiés
par Rossana Castano, Saverio Guida et Fortunata Latella, Roma, Viella, 2004. |
| ISBN 88-8334-112-0, pp.
1406, 2 tomi indivisibili, 150,00 euro |
Il volume raccoglie gli atti del VII Congresso
Internazionale dell'Association International d'Études Occitanes,
svoltosi a Reggio Calabria e a Messina dal 7 al 13 luglio 2002 e dedicato al tema
"Scène, évolution, sort de la langue et de la littérature
d'oc". L'opera, di 1406 pagine complessive,
è divisa in due tomi: il primo raccoglie i contributi dedicati al Medioevo,
il secondo quelli dedicati all'epoca moderna. Indici
dei volumi e ulteriori informazioni |
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Da
Guido Guinizzelli a Dante. Nuove prospettive sulla lirica del Duecento, Atti
del Convegno di studi, Padova-Monselice, 10-12 maggio 2002 , a cura di Furio Brugnolo
e Gianfelice Peron, Padova, Il Poligrafo, 2004. | |
ISBN 88-7115-359-6, pp. 363, 32,00 euro
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Il nome di Guido Guinizzelli è legato a Monselice da
un'antica tradizione, secondo cui il rimatore bolognese sarebbe stato esiliato
nella città euganea poco prima della morte. Un legame particolare, dunque,
che portò nel 1976 ad un convengo, promosso da Gianfranco Folena, dedicato
al "padre" del Dolce Stil Nuovo e alla poesia del suo tempo, e che contribuì
ad aprire nuove e rilevanti prospettive d'indagine sulla sua figura. L'impulso
dato agli studi guinizzelliani da quell'iniziativa si è tradotto, a distanza
di tempo, nel 2002, in un secondo incontro internazionale a Monselice, che ha
rinnovato la riflessione intorno ai grandi temi della lirica italiana del Duecento,
a partire appunto dall'esperienza guinizzelliana, centrale nella tradizione poetica
delle origini e decisiva per i successivi sviluppi legati a Dante e allo Stilnovismo.
Nella varietà dei punti di vista e degli approcci
critici, i saggi presentano un'impostazione fortemente unitaria, che fa di questa
miscellanea uno strumento appropriato e stimolante per accostarsi in termini innovativi
- dal punto di vista metodologico e degli esiti scientifici - alla linea maestra
della nostra lirica antica. |
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| INDICE.
Furio Brugnolo, Parole di introduzione - Luciano Rossi, Ripartiamo
da Guinizzelli - Armando Antonelli, Nuovi documenti sulla famiglia Guinizzelli
- Roberto Antonelli, Dal Notaro a Guinizzelli - Stefan Hartung, Guido
Guinizzelli e la teologia della grazia - Paolo Borsa, Follè chi
crede sol veder lo vero: la tenzone tra Bonagiunta Orbicciani e Guido Guinizzelli
- Maurizio Perugi, Lallodola che "s innamora": Bernart
de Ventadorn nei prestilnovisti e nel primo Guido - Lino Leonardi, Guinizzelli
e Cavalcanti - Andrea Afribo, A Rebours, Il Duecento visto dalla rima
- Claudio Giunta, Generi non letterari e poesia delle origini - Sandro
Orlando, Best sellers e notai: la tradizione estravagante delle rime fra Due
e Trecento in Italia - H. Wayne Storey, Di libello in libro: problemi materiali
nella poetica di Monte Andrea e Dante - Corrado Calenda, Unaccusa
di plagio? Ancora sul rapporto Cavalcanti-Cino - Selene Sarteschi, Notazioni
intorno ad Amor che movi tua virtù dal cielo e ad altre rime di
Dante - Marcello Ciccuto, Uno sguardo critico alla lirica delle origini:
lesperienza delle rime "petrose" - Michelangelo Picone, Guinizzelli
nel Paradiso. | 
Medioevo
romanzo e medioevo germanico a confronto. Atti del Convegno, Bologna, 12 ottobre
2001, "Quaderni di Filologia Romanza" , 16, Bologna, Patron Editore,
2002. | | |
Il volume raccoglie gli Atti della Giornata
di studio su Medioevo romanzo e medioevo germanico a confronto, che si
è tenuta a Bologna il 12 ottobre 2001 col patrocinio del Dipartimento di Lingue
e letterature straniere moderne. Il tema non ha bisogno di particolari giustificazioni,
quando si consideri il taglio pluridisciplinare che da sempre caratterizza gli
incontri annuali organizzati dal Seminario bolognese di Filologia romanza, vale
a dire da un gruppo di ricerca nato e sviluppatosi all'interno di una Scuola di
dottorato che non a caso si fregia del titolo di Filologia romanza e cultura
medievale; nella quale insomma l'approfondimento specialistico in senso accademico
vuole inserirsi, anche dal punto di vista istituzionale, in un quadro più generale
di confronto tra discipline affini. Nel caso specifico, al Comitato organizzatore
il tema è apparso quanto mai appropriato a "incorniciare" l'Assemblea generale
della Società Italiana di Filologia Romanza convocata appunto a Bologna per il
giorno precedente al Colloquio, in un anno in cui la riforma degli Ordinamenti
didattici universitari cominciava a farsi sentire anche nel senso di un ripensamento
dei contenuti e dei metodi della medievistica in generale, ma soprattutto delle
filologie che alla medievistica si richiamano. Ciò che conferisce uno speciale
significato a questo nuovo numero monografico dei Quaderni di Filologia Romanza
e costituisce un motivo di particolare soddisfazione per chi, sedendo nel Direttivo
della Società, si trova, non meno casualmente, a dirigere e la Rivista e il Dipartimento
che quella Giornata ha contribuito a sostenere anche dal punto di vista finanziario.
(Luciano Formisano) |
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| INDICE.
Marcello Meli, Allitterazione e rima - Adele Cipolla, Wunderlich, listic,
heiden. Sui rifacimenti tedeschi di Aibéric - Anna Maria Babbi,
"Eneas "/"Eneit": il ms. di Parigi, B.N. fr. 60 - Margherita
Lecco, Traduzioni e adattamenti dei Lais di Maria di Francia. Il Lai de Lanvai
medio-inglese - Sonia Maria Barillari, L'elmo e la maschera: lemmi romanzi
e germanici del lessico del celare' - Alessandro Zironi, Walberan e Huon
de Bordeaux: da Venezia alle terre orientali degli elfi - Cecilia Pietropoli,
Thomas Malory e il 'freynshe booke': imitazione e variazione in LeMorteDarthur
- Marco Battaglia, Giovanni Berchet traduttore. L'imago del Medioevo
romantico nelle ballate del tardo medioevo scandinavo - Patrizia Gasparini,
Pio Rajna alle soglie della filologia germanica - Matteo Meschiari, Forme
dello spazio nelle chansons de geste. Il caso della lassa similare. |

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