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Ricordo del prof. Alberto Zamboni (1941-2010)
di Lorenzo Renzi

Alberto Zamboni è morto a Mestre il 25 gennaio 2010. Minato da una lunga malattia, aveva concluso, non senza fatica, i suoi due corsi del primo semestre pochi giorni prima. Ha lasciato dei grossi pacchi di compiti che aveva in parte già corretto. Veramente si può dire che la morte non l’ha colto inoperoso.
La sua vita era stata dedicata allo studio, all’insegnamento, ai numerosissimi incarichi istituzionali dai quali non si era mai tirato indietro.
Alberto Zamboni è stato un linguista dalle vastissime competenze, il cui nucleo erano tuttavia il latino e le lingue romanze. Per questo è giusto e doveroso che sia ricordato anche in questa sede.
Veneziano di Mestre, aveva studiato all’Università di Padova, dove era stato allievo (un allievo fedelissimo nel tempo) di Giovan Battista Pellegrini, studioso prolificissimo e versatilissimo, ma anche lui prima di tutto latinista-romanista. La tesi di laurea di Alberto Zamboni (1966) era stata dedicata al latino delle epigrafi della X regio (Venetia et Histria). Nel corso degli anni Zamboni ne aveva ricavato diversi articoli riguardanti il latino volgare in prospettiva romanza. Da questo inizio possiamo correre direttamente al suo ultimo libro, che ne riprende e ne orchestra a tutto campo la tematica, Alle origini dell’italiano. Dinamiche e tipologie della transizione dal latino, Roma, Carocci, 2000, 226 pagg.: un manuale, o, forse meglio, un trattato densissimo e sistematico dedicato al latino in prospettiva romanza (al latino volgare, si potrebbe dire: ma Zamboni non ama questo termine e, mi pare, non lo usa mai). Tra quegli inizi e questa sintesi, una folla di articoli, di contributi grandi e piccoli dedicati a vari aspetti dell’evoluzione latino-romanza, in particolare alla morfologia e al lessico.
Oltre al latino volgare, i soggetti principali della sua ricerca erano i dialetti italiani, l’etimologia, la toponomastica, il lessico.
I suoi studi dialettali erano rivolti soprattutto all’area nord-orientale d’Italia: al veneto con le sue appendici estreme orientali, fino a Trieste e oltre, al ladino e al friulano… Ricordiamo in particolare la fondamentale monografia Il Veneto (Pisa, Pacini, 1974, nella collezione Profili dei dialetti italiani diretta da Manlio Cortelazzo). Ma non mancano contributi ad altre aree, dal romanesco al siciliano (Aspetti e momenti di storia linguistica della Sicilia, Palermo, Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 2002).
Alla ricerca etimologica Zamboni ha dedicato numerosissimi contributi sia specifici che generali: tra questi ultimi ricordiamo il manuale L’Etimologia (Bologna, Zanichelli 1976), tradotta anche in spagnolo da Gredos (1980). Apparirà presto un suo contributo su Leo Spitzer etimologo, tenuto come relazione al Convegno del Dipartimento di Romanistica di Padova a Bressanone nel 2007, dedicato appunto a Leo Spitzer.
Per la toponomastica, a cui ha dato moltissimi contributi, ricordiamo il capitolo I nomi di luogo nella Storia della lingua italiana a cura di Luca Serianni e Pietro Trifone, Torino, Einaudi, 2.o col, 1994, pp. 859-878.
È stato un collaboratore assiduo del Lessico Etimologico Italiano LEI diretto da Max Pfister, per il quale ha compilato centinaia di voci.
Non possiamo separarci da Alberto Zamboni senza rievocarne la figura umana. Possiamo immaginarci di vederlo un’ultima volta nel suo Dipartimento di Linguistica, di cui era stato il primo direttore al momento della fondazione, seduto dietro la sua scrivania molto ordinata. Disposto al dialogo… ma subito squillava il telefono. Era posato, tranquillo riflessivo, ma sempre attivo su molti fronti, scientifici e pratici. La figura di Alberto Zamboni contrastava con quella dell’altro Alberto, suo quasi coetaneo, Alberto Mioni: affrettato, imprevedibile, altrettanto occupato in mille cose e altrettanto enciclopedico dell’altro Alberto. I due Alberti: si diceva: hai parlato coi due Alberti?, o: con gli Alberti, vado a Linguistica a trovare gli Alberti, ecc. ecc..... Erano, con Manlio Cortelazzo, più anziano di loro, i successori di due grandi maestri, Carlo Tagliavini e Giovan Battista Pellegrini, seguiti poi da una generazione un po’ più giovane di linguisti… e finalmente anche di linguiste: la scuola linguistica di Padova. In questo panorama, come in quello nazionale, Alberto Zamboni spiccava per la solidità e vastità di conoscenze, per la sua scienza bibliografica, sempre aggiornata, per la sua dimensione scientifica insieme locale e internazionale.
Un’autobiografia e una bibliografia selettiva (fino al 2001) di Alberto Zamboni si trovano nel sito dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, di cui Alberto Zamboni era socio effettivo:
http://www.istitutoveneto.it/iv/presentazione/soci/biografia_socio.php?id=161
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